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Cremona tra luci ed ombre nel
primo 'Rapporto sugli obiettivi
di sviluppo sostenibile'

Nei giorni scorsi è stato presentato da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) il primo rapporto sui territori (regioni, province, città e aree interne) dal titolo “I territori e gli obiettivi di sviluppo sostenibili”, che attraverso l’analisi di vari obiettivi o goal (l’acronimo inglese è SDGs) classifica Regioni, Province e Città Metropolitane. Non si tratta dei classici parametri utilizzati per misurare la ricchezza di un territorio, ma  vengono fotografati anche gli aspetti sociali delle comunità, quali la dignità del lavoro, l’offerta di servizi alla persona, l’innovazione, la parità di genere, le diseguaglianze, l’ambiente, e molti altri.

Le Province, in particolare, sono state valutate rispetto alla distanza dal valore della media nazionale, pari a 100 per tutti gli obiettivi. Si considerano in linea con la media se l’indicatore è compreso tra 98 e 103; superiori alla media se l’indicatore va da 104 a 109, con punte di eccellenza oltre il 109; infine inferiori alla media, con diverse gradazioni fino alla peggiore, quando l’indicatore scende sotto il 91.
La provincia di Cremona non si colloca nella fascia più bassa per nessuno degli obiettivi considerati; ma è anche vero che solo per uno dei 14 obiettivi, può vantare un indicatore superiore a 109: quello relativo al superamento della povertà, che tiene in considerazione elementi quali il peso dei redditi inferiori ai 10mila euro, le pensioni basse, le sofferenze bancarie.

SOPRA LA MEDIA NAZIONALE – Ci collochiamo sopra la media nazionale per obiettivi quali: il diritto all’istruzione e all’apprendimento permanente per tutti (che valuta a sua volta la quota di laureati, la formazione continua, la percentuale di bambini iscritti alla scuola d’infanzia); la disponibilità e la gestione dell’acqua come risorsa primaria, capitolo che valuta l’efficienza della rete idrica, con il capoluogo premiato per una bassa dispersione dell’acqua; un’ economia duratura, inclusiva e sostenibile, obiettivo che a sua volta tiene in considerazione fattorie quali Pil pro capite, il tasso di occupazione, la quota di Neet, cioè di giovani che non studiano né lavorano, gli infortuni mortali e il part time involontario.
Territorio sopra la media nazionale anche per quanto riguarda il superamento delle diseguaglianze economiche: in questo caso sono stati valutati fattori quali i divari dei redditi dei cittadini al lordo delle imposte, i permessi di soggiorno di lungo periodo sul totale degli extracomunitari, la mobilità dei laureati, la necessità di rivolgersi a strutture ospedaliere fuori provincia. E siamo nettamente sopra la media per quanto riguarda la capacità di ‘consumo responsabile’, che valuta la quantità di rifiuti prodotti pro capite e la quota di differenziata: un risultato che vede la provincia di Cremona in linea con tutto il nord est e quasi tutta la Lombardia.
Infine, i cremonesi possono dirsi relativamente fortunati rispetto al resto d’Italia anche in quanto a protezione dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, con fattori di rischio quali alluvioni e frane nettamente inferiori alla media nazionale, a differenza della vicina Emilia Romagna e delle regione montuose del nord.

SOTTO LA MEDIA NAZIONALE – Le note dolenti, ossia valori sotto la media nazionale, si riscontrano per l’obiettivo ‘salute e benessere‘: qui giocano i dati relativi a incidenza di tumori tra i 20 e i 64 anni; tasso di feriti in incidenti stradali; posti letto in degenza per acuti.

Siamo sotto la media nazionale anche per utilizzo di energia da fonti rinnovabili e consumi energetici: una situazione che tuttavia ci vede in linea con quasi tutta la Lombardia industriale e l’Emilia. Anche per quanto riguarda il consumo di suolo siamo sotto la media nazionale, come pure per l’obiettivo ‘città e comunità sostenibili‘, che tiene in considerazione fattori tra loro molto diversificati: dalla disponibilità di verde urbano, alla qualità dell’aria nel capoluogo, dal ‘peso’ del trasporto pubblico, alla presenza di asili nido e di servizi per anziani in assistenza domiciliare.

IN LINEA CON LA MEDIA – Il cremonese si presenta infine in linea con la media nazionale, alla voce ‘giustizia’ (tasso di criminalità, frodi, affollamento carcerario, partecipazione elettorale); parità di genere (presenza di donne nella pubblica amministrazione, divario nelle retribuzioni medie annue). Per quanto riguarda l’obiettivo ‘costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile’, emerge dalla mappa redatta dall’Asvis una certa arretratezza rispetto alle altre province lombarde. In questa  voce sono compresi ad esempio  la disponibilità della banda ultra larga e la specializzazione produttiva in settori ad alta intensità di conoscenza.

Giuliana Biagi

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