Ultim'ora
Commenta

A breve il risanamento
di Palazzo Ala Ponzone
Intervento da 160mila euro

Inizieranno tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio i lavori per la messa in sicurezza di Palazzo Ala Ponzone. Il progetto, redatto dal Settore Progettazione, Manutenzione e Rigenerazione Urbana diretto da Giovanni Donadio, ha ottenuto l’autorizzazione da parte della Sovrintendenza per le provincie di Cremona, Lodi e Mantova. L’intervento complessivo comporta una spesa di 160mila euro finanziato con fondi propri, la durata dei lavori prevista è di sessanta giorni. Palazzo Ala Ponzone, collocato in corso Vittorio Emanuele II, ospita gli uffici comunali dei Settori Politiche Sociali e Demografici e statistica, pertanto per l’esecuzione degli interventi è previsto uno stretto coordinamento con i responsabili delle sedi tenuto conto che i lavori interesseranno a rotazione alcuni spazi attualmente utilizzati dagli uffici.

“Finalmente riusciamo ad intervenire in modo significativo su questo storico palazzo – dichiara il vicesindaco Andrea Virgilio – dopo che negli scorsi anni erano stati effettuati alcuni interventi provvisori di messa in sicurezza che avevano costretto ad interdire l’utilizzo di diversi locali. Ora con questo progetto andremo a restituire alla città un edificio risanato, continuando nell’operazione avviata da alcuni anni di valorizzazione e conservazione del patrimonio comunale e dei palazzi che sono la storia della città.”

Vista la presenza di fessure sugli orizzontamenti, si è provveduto a effettuare con una ditta specializzata una prima analisi non distruttiva per poter redigere il progetto di messa in sicurezza. Gli orizzontamenti sono costituiti da volte in mattoni pieni, solai in latero -ferro, solai in legno con incannicciato intonacato, solai in legno con tavelle chiodate, che presentano situazioni di degrado di natura e gravità differenziato, questo comporta vari rischi dal potenziale distacco dell’intonaco, allo sfondellamento della parte in laterizio, alla perdita di ancoraggio dai travetti in legno del soffitto incannicciato.

Le metodologie di messa in sicurezza saranno differenziate in relazione alle tipologie costruttive dei soffitti. Per le volte del piano terra con superficie tinteggiata e quelle del primo piano decorate, sono previsti i seguenti interventi: posa di fessurimetri per monitoraggio delle fessure; verifica dello stato di adesione dello strato di intonaco al supporto; applicazione di bendaggi di sostegno e protezione su porzioni di intonaco in pericolo di caduta con velatura di garza e resina acrilica in soluzione; ristabilimento dell’adesione dell’intonaco al supporto mediante iniezioni con riempitivi di malta idraulica a basso peso specifico e puntellatura provvisoria previa stuccatura delle crepe, integrando ove necessario con perni di sostegno in teflon o fibra di polipropilene; rimozione della velatura ed eliminazione dell’eccesso di prodotto; ove necessario distacco e ricollocamento di piccole parti di intonaci in pericolo di caduta; stuccatura di fessurazioni nell’intonaco con malta idonea di calce idraulica e polvere di marmo.

Per gli orizzontamenti piani, in base alle tipologie e alle condizioni di degrado si utilizzeranno differenti tecnologie riassumibili in: controsoffitto antisfondellamento in lastra fibrorinforzata, rete in fibra fissata ai travetti con connettori in acciaio inox, rete in fibra non aderente al soffitto ed appoggiata sui travetti che sostiene un controsoffitto esistente in cartongesso e collegata con cavi in acciaio lungo le pareti portanti.

© Riproduzione riservata
Commenti