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Dagli studenti di Architettura
del Politecnico nuove idee per
progettare il verde di Cremona

FOTO SESSA

Come riprogettare il paesaggio cremonese, avendo cura delle connessioni tra la città e il contesto circostante, con particolare attenzione al recupero di aree degradate e al rapporto tra la città e il suo fiume, il Po. Sta volgendo al termine, con la presentazione dei lavori finali il prossimo 14 gennaio, il corso di laurea magistrale “Landscape Representation and Modelling”, tenuto dai professori Alessandro Bianchi e Giovanna Sona del Politecnico di Milano, all’interno del master in “Sustainable Architecture and Landscape Design” del Politecnico di Milano, che ha coinvolto 168 studenti da tutto il mondo. I loro lavori, suddivisi in 18 gruppi, saranno presentati attraverso il workshop su webex meeting del 14 gennaio, che potrà servire anche come base per il ripensamento del verde urbano a Cremona, tema su cui il Comune ha intenzione di lavorare. Con l’assessore alla partita, Rodolfo Bona, è già stato avviato un discorso informale per una successiva esposizione pubblica dei lavori.

“Ecosistemi che compongono il paesaggio padano, analisi dei sistemi infrastrutturali, corridoi verdi, percorsi ciclabili e pedonali lenti, riscoperta di paesaggi abbandonati: sono questi i temi delle ricerche che verranno presentate”, spiega il professor Bianchi. “Ho scelto Cremona dopo aver affrontato questo tipo di lavoro in altri contesti, in Brianza, Varese, Milano. A Cremona abbiamo indagato in particolare l’area del parco del Morbasco, tra la città e il fiume, ma anche il paesaggio rurale delle cascine, molte delle quali dismesse. La loro collocazione isolata ci fa riflettere su come questo tipo di paesaggio, così lontano dall’affollamento delle metropoli, costituisca una grande risorsa contro la diffusione delle epidemie, oltre che un argine contro le distruzioni causate dai cambiamenti climatici. Sono questi alcuni degli interrogativi aperti cui il Politecnico tenta di dare risposte, con studenti di nazionalità ed approcci differenti, orientati però in maniera sinergica alla sostenibilità delle azioni”. gb

 

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