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Scuola, Il Megafono ad Ats
ed Arriva: 'Quanto fatto non
basta per ripartire in sicurezza'

Due lettere, una indirizzata ad Arriva Italia e l’altra all’Ats Valpadana, per chiedere chiarezza sulle misure di prevenzione messe a punto in questi mesi in vista della riapertura della scuola, ma che “ancora sembrano non essere sufficienti per ricominciare in sicurezza”: questa l’azione messa in atto dal collettivo studentesco Il Megafono, che in questi giorni, confrontandosi con gli studenti cremonesi, ha percepito molti dubbi e paure. Come rivela nella missiva inviata all’azienda dei trasporti, evidenziando come “il problema dei contagi e degli assembramenti si è localizzato quasi sempre all’esterno degli istituti, in particolare sui mezzi pubblici” e che “quello dei trasporti è un imprescindibile nodo da sciogliere per permettere il rientro in aula in sicurezza di tutte e tutti”.

A questo proposito, dopo dieci mesi di chiusura della scuola, gli studenti chiedono ad Arriva “quanto è stato fatto e sapere quali sono stati gli investimenti emergenziali che sono stati messi in campo, se ce ne sono stati, e in quale senso ha intenzione di muoversi l’azienda”. Secondo loro, a seguito dell’ultimo tavolo in Prefettura, “le soluzioni proposte sono ancora una volta insufficienti a garantire un rientro che sia

All’azienda chiede poi per quale motivo “non sembra possibile implementare una soluzione come quella adottata dall’azienda di trasporti cremasca, con l’adozione temporanea di mezzi di compagnie private”, soprattutto a fronte dell’investimento fatto dall’azienda, come riportato sul sito web della stessa in data 17 novembre 2020, per “l’adozione di un sistema di videosorveglianza a bordo della flotta di autobus adibiti a Trasporto Pubblico di Linea” continua il collettivo. “La notizia ci lascia alquanto perplessi e ci spinge a interrogarci sulla scelta fatta: come mai si è deciso di investire dei soldi su dei dispositivi di videosorveglianza e non dirottare quei fondi sull’ampliamento, pur temporaneo, del numero di mezzi un investimento che oggi come oggi risulta davvero significativo in termini di salute pubblica?”.

Alla luce di queste riflessioni, gli studenti chiedono un “potenziamento considerevole del trasporto mediante la stipulazione di contratti a tempo determinato con aziende private di turismo”, nonché il distanziamento sui mezzi, la santificazione e il controllo della temperatura alla salita.

All’Ats, invece, evidenziando la loro contrarietà in merito alla Dad, chiedono “Sulla base di quali valutazioni e di quali dati è stata presa la decisione di prolungare il periodo di adozione della DAD al 100%?” e anche quali provvedimenti siano stati “disposti dalle autorità sanitarie per rendere il rientro in aula (sempre più lontano a quanto pare) davvero sicuro per tutte e tutti”. Chiedono di conoscere i dati riguardo alla salute degli studenti e lanciano alcune proposte: quella di fare degli “screening periodici di tutta la comunità scolastica”, con “tracciamento preciso e puntuale di test effettuati, contatti ed eventuali contagi”. Chiedono inoltre che vi siano “dispositivi di protezione personale in aula ogni giorno per tutti e tutte”, nonché “ispezioni sanitarie frequenti negli edifici scolastici”. Secondo il collettivo, è necessaria la “riattivazione/potenziamento delle infermerie, che per il periodo di emergenza diventino veri e propri presidi medici” ma anche “l’inserimento del personale scolastico tra le categorie prioritarie per la vaccinazione”.

Laura Bosio

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