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Lombardia in zona rossa
da domenica 17, le reazioni
Il testo del Dpcm 14 gennaio

Confermato il passaggio della Lombardia in zona rossa da domenica 17 gennaio, con la Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano: il ministro della salute Speranza firmerà l’ordinanza nelle prossime ore. Con un indice Rt  di 1,38 (quello nazionale è di 1,09) il passaggio da arancione a rossa era nell’aria già da questa mattina quando il presidente Attilio Fontana aveva parlato con il Ministro Speranza.

Dunque non solo non rientreranno  a scuola i ragazzi delle superiori, ma resteranno in Dad anche gli studenti delle scuole medie. Oltre alle già note e contestatissime chiusure restrizioni per bar e ristoranti.

La Cabina di regia di Ministero alla Salute e Istituto superiore di sanità scrivono, tra l’altro, che “questa settimana si mantiene un livello generale di rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile dovuto ad un continuo aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 sul territorio nazionale in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali è ancora alto nella maggior parte delle Regioni e Province”.

LE REAZIONI – Dopo quella negativa di Fontana (‘I lombardi non se lo meritano’),  la reazione del senatore Simone Bossi, Lega: “Da Conte scarsa o nulla conoscenza delle nostre realtà territoriali con effetti devastanti sulla nostra economia.

Il Governo con la scelta di relegare la Lombardia – senza nemmeno alcun distinguo tra aree interne – in zona rossa ha fatto outing: da Palazzo Chigi c’è la volontà di affossare la nostra regione e le nostre province che – ricordiamo – sono le più produttive del Paese.

La Lega a ogni livello istituzionale chiede con fermezza a Speranza di valutare in modo più approfondito la questione con il Comitato tecnico scientifico per rivedere la decisione.

Inoltre, chiediamo di fare subito e bene con ristori adeguati per tutte le attività economiche affossate dalla crisi. Siamo oltre l’inaccettabile: i ristori irrisori a spizzichi e bocconi visti finora non servono a nulla”.

Di segno opposto la prima reazione di Matteo Piloni, Pd in Regione: “La Lombardia sarà zona rossa non per qualche ‘punizione’, ma perché lo dicono i numeri. Perché la medicina di territorio è stata fortemente indebolita.

Perché la campagna antinfluenzale è stata un fallimento. Perché le attività di tracciamento si sono allentate. Perché sul trasporto pubblico non si è investito come si sarebbe dovuto e potuto”. È con queste parole che sul suo profilo Facebook il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni commenta la decisione del governo di riportare la Lombardia in zona rossa.

“Ricordo a tal proposito che le regioni hanno competenza sulla sanità e sul trasporto pubblico. Bisogna aumentare il numero di tamponi giornalieri, fare i test rapidi nelle scuole, organizzare bene le vaccinazioni anti-covid. E ognuno di noi deve rispettare le regole che ormai conosciamo: mascherina, distanziamento e pulizia delle mani – prosegue il consigliere dem -. Solo così fermiamo il virus. Solo così possiamo far ripartire in sicurezza anche le attività commerciali”.

“Nel frattempo, ritengo importante prevedere differenziazioni territoriali. La provincia di Cremona registra circa 120 contagi a settimana ogni 100mila abitanti. Un numero da non sottovalutare che non consente di abbassare la guardia. Ma certamente numeri e una situazione ben diverse da quelli di Varese, Como o Mantova.

A partire dalla scuola, è importante aprire una riflessione seria su queste differenze territoriali, almeno su determinate attività” conclude Piloni.

SCARICA QUI IL DPCM DEL 14 GENNAIO 2021

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