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Politica italiana come una tragedia greca dove tutti smentiscono se stessi

da Elia Sciacca

Egregio direttore,

gradirei esprimere alcune considerazioni, purtroppo l’italiano ha la memoria corta non ricorda o finge di non ricordare le dichiarazioni di molti politicanti che in questi ultimi anni hanno detto di tutto ed il contrario di tutto. Gradirei ricordare alcune frasi celebri che evidenziano il replicarsi della tragedia greca, genere teatrale consistente nell’estensione in senso drammatico, secondo criteri prettamente teatrali di antichi riti in onore di Dioniso, Dio dell’estasi, del vino, dell’ebbrezza, della liberazione dei sensi, eccetera che si basa sulla rappresentazione diretta del dramma di cui l’elettore moderno ne subisce il fascino, narrativo, sebbene il più delle volte con il tempo venga smentito clamorosamente.

Per motivi di spazio, citerò solamente per adesso alcune delle innumerevoli citazioni altisonanti, dei nostri rappresentanti politici dell’attuale governo. Renzi disse: “se perdo il referendum non è solo che vado a casa ma smetto di fare politica”. Zingaretti disse: “mi sono perfino stancato di dire che non intendo favorire nessuna alleanza o accordo con i 5 stelle, li ho sconfitti due volte e pertanto non governerò mai con loro.

Di Maio disse: “Io con il partito di Bibbiano (PD), non voglio avere nulla a che fare;  con il partito che in Emilia-Romagna, toglieva alle famiglie i bambini con l’elettroshock per venderseli, io con loro non voglio avere nulla a che fare”.
L’ineffabile Conte nel primo mandato di governo “disse” ripetutamente, “io personalmente l’ho detto, e lo ripeto, non ho la prospettiva di lavorare per una nuova esperienza di governo, la mia esperienza terminerà con questa coalizione di Governo”. Ma la più clamorosa è quella di Di Battista che “disse” con il massimo rispetto: “Io a questa domanda avrò risposto un milione di volte e per essere più chiaro, dichiaro il giorno in cui il movimento cinque stelle, ma non succederà mai, si alleasse con uno dei partiti responsabili della distruzione dell’Italia io lascerei immediatamente il movimento cinque stelle”.

Penso che tutti abbiano capito le solite sceneggiate Italiche ed livello di ipocrisia a cui abbiamo assistito per anni assistendo allo stravolgimento della volontà elettorale che vota un partito per poi vedere accordi parlamentari in netto contrasto alla volontà popolare. Mi stupisce il comportamento di noi Italiani che continuiamo imperterriti a mostrare indifferenza, e subiamo passivamente continui capovolgimenti di fronte sebbene siano previsti dalla democrazia parlamentare con la puerile scusa, che se i responsabili, pardon i costruttori, appoggeranno nuovamente Conte lo faranno per il bene dell’Italia. Sappiamo tutti che la stragrande maggioranza dei rappresentanti del governo, soprattutto i cinque stelle, sono terrorizzati di andare al voto, ma la storia insegna che più rimanderanno l’appuntamento elettorale per salvare la poltrona ed i lauti stipendi di 13.000 euro netti mensili, più verranno sconfessati e penalizzati dal voto, o almeno me lo auguro.

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