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Commercio e artigianato, nel
2020 emorragia di imprese,
ma chiusure maggiori nel 2019

E’ pari a -104 il saldo delle imprese del commercio del territorio cremonese tra il 2019 e il 2020. Il dato emerge dal saldo calcolato dalla Camera di Commercio, e comprende commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e attività dei servizi di alloggio e di ristorazione.

Entrando nel dettaglio, ci sono 18 grossisti in meno e 77 negozi in meno, e si è registrato un calo di 9 unità tra bar e ristoranti. Sono invece cresciuti di 5 unità i servizi di alloggio.

Tuttavia, andando a guardare i numeri legati a nuove aperture e cessazioni, emerge un dato insolito: i cali non sono dovuti a maggiori chiusure, ma a un numero inferiore di nuove aperture. Se infatti nel 2020 a chiudere in questo settore sono state 546 attività, nel 2019 erano stati in 662 ad abbassare le serrande.

Erano però state 384 le nuove aperture, contro le 270 del 2020. L’emorragia delle imprese del commercio sul nostro territorio, insomma, non dipende dal Covid, ma è una tendenza che si protrae da tempo.

E’ anche vero che nel 2020 i ristori potrebbero aver rallentato la caduta dell’economia locale, e che forse le maggiori ripercussioni si potrebbero vedere nel 2021.

Una situazione analoga si registra nel comparto dell’artigianato, per cui l’emorragia, tra 2019 e 2020, è di 49 imprese. Anche in questo caso, tuttavia, guardando i dati nel dettaglio emerge che un numero più alto di chiusure, 562, si sono verificate due anni, fa, mentre l’anno scorso sono state 598. A calare, tuttavia, sono state anche le nuove imprese iscritte: 449 contro 504.

Laura Bosio

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