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Termovalorizzatore, opposizione: 'Ci dicano quando lo spegneranno'

Foto Sessa

Che fine hanno fatto le promesse di chiusura dell’inceneritore? Se lo chiedono i partiti di opposizione in consiglio comunale, che a fronte dell’investimento annunciato dal Comune per il rinnovo del ciclo energetico, chiedono conto della promessa chiusura dell’inceneritore.

A intervenire sull’argomento sono i consiglieri di Forza Italia, Carlo Malvezzi, Saverio Simi e Federico Fasani, nonché il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Alessandro Zagni, che ha presentato un’interrogazione sull’argomento.

I primi chiedono un incontro con i vertici delle realtà industriali coinvolte nel progetto di Steering Commitee, per capire quali siano le loro reali intenzioni. Il secondo entra nello specifico del termovalorizzatore, chiedendo quali siano ora le tempistiche di spegnimento, e quali le alternative per alimentare il teleriscaldamento.

“Il termovalizzatore di Cremona, di proprietà di Lgh, controllata da A2A spa, resterà in funzione almeno fino al 2030 e incenerirà anche i fanghi da depurazione, come prevede già oggi l’autorizzazione ambientale” commentano da Forza Italia.

“Vengono così definitivamente smascherate le false promesse fatte dal Sindaco Galimberti e dalla coalizione di sinistra nelle campagne elettorali del 2014 e del 2019”. Promesse che, per l’opposizione, si sono rivelate “bugie irrealizzabili”.

Tanto che ora l’obiettivo della chiusura “è spostato al 2030. E’ la classica tecnica della dilazione infinita, tipica di chi è incapace di mantenere i propri impegni, scappa dalle proprie responsabilità, cercando di scaricare su chi verrà dopo di lui i propri fallimenti”.

“Che si trattasse di bufale è ulteriormente provato dal fatto che lo stesso Galimberti e l’amministrazione del PD nel 2016 hanno venduto il 51% di LGH, proprietaria del termovalorizzatore, ad A2A e che, a breve, dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato di A2A, cederanno anche la parte rimanente” continuano i consiglieri di FI. “Chi potrebbe pensare di decidere il destino di un impianto dopo averlo venduto?”.

Ma la minoranza denuncia anche il fatto che “gli obbiettivi strategici di questo studio non sono stati condivisi con nessuno. Il Consiglio Comunale non è mai stato coinvolto per un confronto preventivo in ordine alle linee guida, agli attori da coinvolgere, ai risultati attesi. Una totale e ingiustificata assenza di collaborazione”.

E si guarda oltre: “Ci attendiamo che dallo Steering Commitee possano uscire soluzioni concrete, accompagnate da piani finanziari sostenibili, investitori e tempistiche” conclude la nota di FI. “L’autorevolezza di alcuni nominativi coinvolti nei tavoli tematici ci fa ben sperare, ma la ristretta tempistica con la quale è stata conclusa questa prima fase di studio (quattro mesi per tematiche estremamente complesse) ci lasciano diversi dubbi sul suo grado di approfondimento.

Non vogliamo un nuovo libro dei sogni, ma risposte concrete alle tante problematiche ambientali alle quali l’amministrazione comunale si è approcciata in modo ideologico, agendo in modo caotico e inconcludente.

Per questa ragione chiederemo a breve un incontro con i vertici delle realtà industriali fin qui coinvolte, per comprendere, dai diretti interessati, le loro reali intenzioni”.

“Lo spegnimento del termovalorizzatore di Cremona è stato uno dei punti cardine, se non il punto fondamentale, della prima campagna elettorale del candidato Gianluca Galimberti” sottolinea Zagni. Questo “per la campagna elettorale del 2014” e “nella seconda campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative 2019”

Zagni nota però che nell’ambito del “nuovo progetto del Comune di Cremona per rinnovare entro dieci anni il piano energetico ambientale” si parla di “’ammodernamento della rete del teleriscaldamento e della sua alimentazione con impianti basati su fonti rinnovabili’”, ma non si cita in alcun passaggio il termovalorizzatore né il suo spegnimento promesso ai cittadini entro il 2024″.

 

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