Cronaca
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Truffa del Postepay, altri casi I consigli di chi è riuscito a non farsi ingannare

“Chiamo soprattutto per mettere in guardia altre potenziali vittime della truffa del Postamat: guardate sempre bene cosa appare nel display, quando vi chiede se siete sicuri di voler effettuare le ricarica: così facendo si evita di essere ingannati, anche se i truffatori sono in effetti molto abili”.

L’episodio segnalato ieri dai Carabinieri – denunciati due ventenni residenti in province venete che avevano indotto un cremonese a farsi accreditare 980 euro fingendosi interessati ad un acquisto online – non è il primo a verificarsi a Cremona.

A raccontarci un analogo episodio, nel quale però l’inganno non è andato a segno, è un informatico cremonese, programmatore di software, impiegato in un ente pubblico, che due anni fa aveva messo in vendita uno scooter  su un sito specializzato.

Poco tempo dopo, gli arriva la telefonata di una persona che con accento veneto gli dice di essere molto interessata all’acquisto. “Di solito il possibile acquirente cerca di tirare sul prezzo, questo invece non l’ha fatto e già questo mi ha un poco insospettito”, ci racconta.

“Anche perchè questa persona, quando gli ho detto dove mi trovavo, mi ha saputo indirizzare allo sportello Postamat più vicino, per la precisione in piazza Fiume. Ho voluto stare al gioco, per vedere fino a che punto si potesse arrivare”.

Il nostro interlocutore, dunque, si reca con la sua carta di credito allo sportello e guidato dalle istruzione telefoniche, esegue tutte le operazioni richieste, compresa la comunicazione del proprio Iban.

‘Quasi’ tutte le operazioni, per la precisione: “Ad un certo punto infatti, il display ti chiede se sei sicuro di voler ricaricare la tua Postepay, ma io non ho quel tipo di carta.

E’  lì che ho capito che bisognava fermarsi, perchè il trucco sta tutto qui: farti credere che stai accreditando l’importo sul tuo conto corrente, mentre invece lo stai facendo sulla Postepay di un’altra persona. A quel punto ho riattaccato e mi sono allontanato, ma poco dopo la persona mi ha richiamato, sollecitandomi a completare l’operazione, visto che era caduta la linea.

Ho risposto che se era ancora interessato all’acquisto, avrebbe potuto venire direttamente a casa mia e avrei accettato un pagamento in contanti. Naturalmente non ho più visto né sentito nessuno”.

L’informatico non aveva avvisato i carabinieri perchè la truffa non è andata a buon fine, ma si sente in dovere di dare un consiglio: “Chi mette in atto queste truffe riesce ad essere molto convincente, adotta tecniche di persuasione molto abilmente, quelle che si definiscono tecniche di ingegneria sociale.

Consiglio a tutti di stare molto attenti e di non lasciarsi ingannare dalla gentilezza di chi offre di pagare a prezzo pieno quello che solitamente si riesce solo a vendere dopo più o meno lunghe contrattazioni”.

Giuliana Biagi

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