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Trasporto merci Cina-Ue, Salini:
'Boom simultaneo delle tariffe,
possibile violazione concorrenza'

“Il boom improvviso e uniforme dei costi di trasporto marittimo dai porti cinesi verso quelli europei rischia di avere ripercussioni gravissime sulle nostre filiere industriali e sui cittadini. Molti produttori Ue faticano infatti a soddisfare gli ordini di merci, e la cosa potrebbe impattare in modo dirompente sui consumatori. Le nostre imprese hanno subito una crescita mai vista delle tariffe dal paese asiatico, con incrementi che oscillano tra il 700% e l’800%”. E’ quanto dichiara l’eurodeputato (Fi-Ppe) Massimiliano Salini, che ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione Ue.

Salini ha quindi aggiunto: “Il punto è se questa impennata tariffaria, registrata in modo uniforme e contemporaneo da tutti gli operatori del settore, possa rappresentare una violazione delle norme europee sulla concorrenza. E’ un fatto assolutamente anomalo, sul quale ho chiesto alla Commissione europea di intervenire immediatamente”.

L’europarlamentare ha poi sottolineato: “La Cina resta il nostro principale avversario geopolitico. Mentre le economie occidentali sono in profondo rosso per la crisi Covid-19, a Pechino la ripresa prende quota. Bruxelles deve vigilare e tenere la guardia altissima”.

“Di sicuro – ha concluso – questo aumento tariffario indiscriminato in piena pandemia, per le nostre imprese rischia di essere l’ennesima batosta, che aggrava il quadro già molto problematico del traffico merci dalla Cina verso l’Unione, trasporto che fa segnare ritardi nelle consegne e difficoltà a reperire container disponibili. La capacità di stiva è stata infatti ridotta in modo sproporzionato rispetto al calo della domanda e i tempi si sono inspiegabilmente molto dilatati: prima si consegnava in 30 giorni, oggi in 100”.

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