Cronaca
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Sport in attesa di certezze, Zanacchi: 'Palestre e attività di base le più penalizzate'

Cresce l’attesa del mondo sportivo per le riaperture delle attività sia in campo associativo che in quello delle palestre private, un settore duramente colpito dalle chiusure dovute alla pandemia, ma di cui si è parlato molto meno rispetto ai problemi di altri settori, quali la ristorazione. Dalle piccole strutture, come quella di Claudia Masseroni di Cremona Kinetic (guarda QUI l’intervista), a quelle di maggiori dimensioni con attrezzature e corsi di vario tipo, il problema si sta trascinando da quasi un anno, con una serie di docce fredde legate alle aspettative createsi con i vari dpcm, finora sempre disilluse.

Il 3 dicembre dell’anno scorso, ad esempio, il dpcm aveva prorogato di un mese e mezzo la riapertura, determinando l’aspettativa di poter riprendere l’attività il 15 gennaio, termine poi slittato al 5 marzo. Ed è ancora quella la data a cui guardano i gestori, anche se l’annuncio di ieri da parte del governatore Fontana, della riapertura degli impianti sciistici, ha fatto per un attimo sperare che la poca potesse riguardare anche altri settori sportivi.
“Sono fiduciosa per il 5 marzo, mi rifiuto di pensare che ci tengano ancora chiusi”, afferma Claudia. “Mi pare chiaro che non sono i nostri settori a determinare i contagi; saremmo pronti anche a riaprire domani con tutte le misure di precauzione necessarie. Nel mio caso non sarebbe un problema ospitare una persona per volta, per le strutture più grandi probabilmente è diverso ma risolvibile, purchè, appunto, ci consentano di lavorare”.
I problemi dei centri fitness privati sono stati sottoposti da alcuni gestori anche all’amministrazione comunale, in un incontro svoltosi a gennaio con il sindaco Gianluca Galimberti e l’assessore allo Sport Luca Zanacchi. “Di aspettative deluse ce ne sono state tante – afferma quest’ultimo -. Tanti operatori del mondo dello sport, penso alle Asd e non solo, hanno sperato che l’apertura degli impianti sciistici significasse una ripresa anche di altre attività sportive.
Colgo l’occasione per ribadire che, ad oggi, l’unica cosa che sappiamo è che il dpcm scadrà il 5 marzo quindi la riapertura non avverrà prima del 6, o anche qualche giorno dopo, visto che il 5 è un venerdì. Quello che è certo è che gli operatori sono comprensibilmente stanchi.
“Uno dei problemi che ci hanno sottoposto riguarda la possibile introduzione dell’obbligo di emettere un voucher per i clienti che avevano pagato in anticipo la quota e non ne hanno potuto usufruire. Si porrebbe in questo modo il problema della liquidità: le palestre dovrebbero sostenere i costi della riapertura, senza avere incassi per 8 – 9 mesi”.
Altro tipo di problema è invece quello che riguarda le associazioni sportive dilettantistiche, le cui federazioni hanno interpretato in maniera diversa  le indicazioni sulla ripresa delle attività,  dando il via libera ad esempio alle attività giovanili se inquadrate in categorie nazionali, spesso con forzature.
“Il vero problema – aggiunge Zanacchi  – è che nessuno ha pensato e sta pensando allo sport di base, quello sì rimasto completamente fermo. Penso ai bambini costretti a ore e ore seduti a scuola o al computer senza poter svolgere alcuna attività sportiva e ai disabili. Per queste categorie non è stato fatto in questi mesi nessun passo avanti con la grave conseguenza che rischiamo di perdere un’ intera generazione sportiva”.
Giuliana Biagi

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