Cronaca
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Giù i furti in casa per l'effetto Covid, ma il numero è sempre elevato. Vertici sul fenomeno

Se il lockdown e le varie misure anticovid, che hanno costretto i cremonesi a stare più a casa, hanno determinato una riduzione dei reati contro il patrimonio, il numero dei furti in abitazione resta sempre molto elevato. Soprattutto quello delle razzie consumate in zone di campagna, dove sono meno forti i presidi di polizia e dove le modalità professionali messe in atto da chi delinque rendono più difficile l’individuazione dei responsabili. C’è poi da considerare una quota-parte di sommerso che non viene denunciata per sfiducia nella sua effettiva utilità.

A Cremona, dal primo luglio 2019 al 30 giugno del 2020, come emerge dai dati forniti dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Brescia, i furti a carico di persone note sono stati 249 contro i 342 dell’anno precedente, mentre quelli a carico di ignoti sono passati da 2.128 a 1.481. Nello specifico, i furti nelle abitazioni sono passati da 980 a 655 (a carico di ignoti) e da 45 a 27 (a carico di noti).

Numeri in calo, quindi, quello dei furti in casa, ma comunque sempre molto numerosi e quasi sempre a carico di ignoti. Per far fronte al fenomeno, il procuratore di Cremona Roberto Pellicano ha intrapreso iniziative concrete: da una parte, sensibilizzando le forze dell’ordine a svolgere indagini più accurate per questi gravi reati, attraverso riunioni con i vertici durante le quali sono stati esaminati i protocolli di indagine seguiti e, dall’altra, inserendoli nell’ambito della competenza specializzata di un gruppo di lavoro così da poter acquisire una visione di insieme (di frequente i reati sono commessi in serie per zone, da bande di razziatori).

Sara Pizzorni

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