Cronaca
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Cremona 20/30, Galimberti ammette errori: 'Ma la nostra è battaglia politica, non ideologica'

Ancora il piano di transizione energetica e i rapporti tra Comune, Aem e Lgh, al centro del consiglio comunale da remoto di questo pomeriggio. A rilanciare l’argomento, la mozione di Marcello Ventura (FdI) che chiedeva di avere più dettagli di quanto uscito dallo “steering committee; chiarire la questione della chiusura dell’inceneritore; comunicare quante risorse dovrà annualmente impiegare l’Amministrazione comunale” e “spiegare per quale motivo l’Amministrazione interviene in modo decisionale su un progetto di così lunga durata prendendo decisioni anche per future amministrazioni di qualsiasi colore potrebbero essere”.

Hanno rilanciato le proprie posizioni i consiglieri di minoranza Carlo Malvezzi e Maria Vittoria Ceraso, sull’esautoramento del consiglio comunale rispetto alle scelte fatte dallo steering committee al quale hanno partecipato rappresentanti delle aziende coinvolte, funzionari del Comune e un rappresentante (Francesco Casella, ingegnere del Politecnico) “a cui il Consiglio non ha mai delegato nulla”.

Pronta la risposta della maggioranza da parte del capogruppo Pd Roberto Poli: “Il vostro punto è solo politico. Voi non vi aspettavate che nonostante la situazione molto complessa che ci siamo trovati ad affrontare, si sia trovata la strada per superare l’inceneritore che era ed è nostra priorità e transitare verso una conversione ecologica con un piano concreto”. Se la domanda è: avreste preferito spegnere l’inceneritore prima? la risposta è sì. Ma siamo soddisfatti, perchè adesso c’è un percorso concreto e ci sono tutte le condizioni per questo scenario, che riteniamo soddisfacente. Lo so che voi avreste preferito il revamping”.

Il sindaco Galimberti è poi entrato nel merito delle domande, rispondendo anche sul tema spegnimento inceneritore: “Le promesse elettorali sono patti con gli elettori. Certamente nel 2014 fu un errore quello di definire i tre anni per la chiusura, perchè  non avevamo determinati dati a disposizione. Quella data si è rivelata sbagliata, ma conteneva un’idea che è quella che sviluppiamo oggi”.

Poi ci fu l’allungamento per legge della durata della nuova autorizzazione che ha prolungato al 2029 la durata dell’impianto. “Abbiamo messo in piedi un percorso che dava le risposte necessarie. E ci collochiamo in un percorso europeo: sarà importante avere nuovi termovalorizzatori in Europa, ma in Italia ci sono parti di Paese che ne avrebbero bisogno e sono quelle che attualmente non l’hanno.

Inoltre l’Europa ci dice che non dobbiamo andare in sovraincenerimento.

La nostra non è una battaglia ideologica, ma una visione ambientale e politica, è questo l’orizzonte che scegliamo”. gb

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