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Quartieri / Nell'ex consorzio
agrario cantiere infinito: opere
incompiute e cedimenti

Il Comune ha investito molto nell’area di parco Levi Montalcini – parco Fazioli, da ultimo sistemando quello che per anni era stato un deposito di cantiere abbandonato,  attorno al recinto sgambamento cani. Una sistemazione costata oltre 44mila euro, destinata a parcheggio auto e portata a termine nell’estate del 2019. Ma da allora tutto si è fermato e oggi è così che si presenta questo spazio, abbandonato e mai utilizzato per lo scopo previsto. Ci sono transenne che dovrebbero bloccare l’ingresso, ma sono state buttate a terra; bottiglie di vino e lattine sono sparsi tutt’attorno, proprio accanto alle case di design sopra il supermercato Famila.

Parco Montalcini fa parte di un’area riqualificata nel corso degli anni sulle ceneri dell’ex consorzio agrario, di cui è rimasta una delle palazzine originarie (di proprietà privata) completamente abbandonata e semidiroccata e uno dei vecchi magazzini in corso di ristrutturazione dopo anni di abbandono dovuto alle procedure fallimentari che hanno interessato le ditte originarie del Pru (piano di recupero urbano): era il 1998 quando veniva approvato il primo intervento, sono passati 22 anni e sono stati spesi migliaia di euro per un’area che è ancora lontana dall’essere del tutto fruibile.

La destinazione di quest’ultimo immobile è quello di palestra pubblica e centro civico a servizio del quartiere. A questo  sta lavorando l’impresa che ha ripreso i lavori lo scorso settembre per un importo di 106mila euro. Rientrano in questo primo lotto la posa dei serramenti mancanti, le inferriate a chiusura delle finestre a livello del marciapiede e l’intonacatura del rustico. Ma molto altro resterà da fare per rendere finalmente utilizzabile questo spazio: tutt’attorno, pezzi di materiali edili, ponteggi accatastati e scarti di lavorazione.

Anche la situazione della parte fruibile di parco Fazioli sta peggiorando. Di recente sono state posate nuove piante, ma uno dei vialetti ha ceduto, il piano di calpestio è sprofondato e si è formata una piccola voragine.

Se le procedure fallimentari hanno causato il grosso dei ritardi, il parco è stato anche al centro di polemiche all’interno del quartiere per le cattive frequentazioni e la difficile convivenza tra possessori di cani e residenti delle abitazioni circostanti.

Per arrivare ad una soluzione era stata realizzata l’area recintata di sgambamento e accanto un’area giochi attrezzata per bambini. La pandemia ha poi fermato il proseguimento di questi interventi e anche delle attività del Comitato di quartiere, che ingloba anche Borgo Loreto.

Giuliana Biagi

 

 

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