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Patrini e il sogno musicale in Inghilterra tra nuovo album, Covid e Brexit

Luca Patrini, 21enne di Pizzighettone, da settembre 2019 vive a Londra dove frequenta il BIMM, il British and Irish Modern Music Institute.

Un’università “molto rinomata in Europa, anche se non è nata molto tempo fa” e che si è sviluppata in diverse città del Regno Unito, oltre che a Dublino, Berlino e Amburgo in Germania, con una sede che è in programma venga aperta a Barcellona.

Attualmente frequenta il secondo anno di corso, ma la situazione legata alla diffusione del Covid ha naturalmente complicato tutto, sia a livello scolastico che di possibilità di esibirsi dal vivo, considerato quanto sia diffusa la musica da pub in Gran Bretagna.

“La situazione – spiega Patrini – è drastica. All’inizio l’Inghilterra è stata tra le più lente a trovare una soluzione: ora siamo chiusi da un paio di mesi in una situazione comparabile alla zona rossa italiana”.

“Non c’è – aggiunge – possibilità di suonare live, ma nemmeno di fare prove e accedere all’università. Secondo le ultime notizie diffuse dal premier Johnson, in ogni caso, da giugno si potrà riaprire tutto: prima sarà un susseguirsi di aperture e chiusure probabilmente”.

Il giovane cremonese racconta quindi le difficoltà incontrate nel percorso di studi, anche se grazie alla tecnologia, le registrazioni sono molto più semplici da fare e quindi sta comunque producendo tanto.

“E’ comunque un po’ penalizzante – spiega -: facendo musica non c’è nessuna possibilità di fare una lezione live in cui si può suonare. Anche qui si è corsi ai ripari, ci sono programmi per poter interagire con qualcun altro nello stesso momento attraverso una piattaforma con le registrazioni che poi vengono caricate lì e comunque si riesce a lavorare”

“Ho fatto – dice ancora Patrini – un solo concerto live. In Italia ho sempre suonato sia mie canzoni che cover dato che non avevo abbastanza brani per poter riempire un mio show. Ho fatto cover di tanti tipi, dal blues al rock’n roll, ma anche pop e grunge. Le inserivo anche perché credo aiutino a comprendere la mia musica”.

Dopo 4 anni dal primo disco, in ogni caso, il secondo uscirà in Inghilterra. Il 21enne, che spera di poter tornare a suonare live il prima possibile, vorrebbe poi fermarsi Oltre Manica terminati gli studi.

“Nonostante tutto – sottolinea – questo è il Paese dove la musica funziona di più, sia per i live che per la quantità di persone che vengono qui per fare musica: quello che c’è qui non c’è da nessuna altra parte”.

All’orizzonte, però, c’è il problema rappresentato dalla Brexit: “Sta cambiando tutto: per noi studenti ora come ora non è un problema, ma lo sarà dopo. Diciamo che attualmente c’è più ansia che problemi”.

Mauro Taino

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