Cultura
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Coesistenza di culture diverse, il Manin ha incontrato il giornalista Bellicini

Anche la tanto famigerata DAD può essere arricchita di momenti formativi significativi, come quello che sabato scorso hanno vissuto oltre 150 alunni del Liceo classico-linguistico “Daniele Manin”, seguendo un incontro con il giornalista Omar Bellicini.
Bellicini si è formato nella redazione del sito all-news Tgcom24. Ha lavorato a Roma come esperto di comunicazione digitale per l’Arma dei Carabinieri e ha collaborato con il Giornale di Brescia e la testata Doppiozero.com, diretta da Marco Belpoliti, scrittore, critico letterario e accademico italiano.

Nel 2017, ha pubblicato con lo psicoanalista Luigi Zoja il saggio “Nella mente di un terrorista”, edito da Einaudi e incentrato sulle ragioni del successo della propaganda islamista. Esperto di comunicazione istituzionale, tra i suoi attuali impegni si annovera il ruolo di portavoce del Sindaco di Pavia.

A Omar Bellicini abbiamo chiesto: “È possibile una convivenza pacifica in una società complessa? Il dialogo interculturale e interreligioso come antidoto agli estremismi”.
Ci siamo lasciati guidare, dunque, in un viaggio di conoscenza dell’Altro attraverso un accorato racconto-testimonianza di una vita divisa tra le due sponde del “Mare Nostrum”: l’Italia e l’Algeria.

Italo-algerino, infatti, figlio di padre italiano e madre algerina, Omar è un esempio eloquente di dialogo interculturale e interreligioso: la prova concreta della coesistenza tra culture, tradizioni e religioni diverse.

Nel suo intervento così accurato e approfondito dal punto di vista storico, politico, religioso, sociologico, il giornalista ha più volte rimarcato come adottare la prospettiva dell’altro, accogliere le differenze culturali, religiose, etniche, sia una risorsa e non un limite o un ostacolo, e voglia dire invece arricchirsi e crescere, come uomini e come società, nel rispetto delle libertà di ciascuno.

Adottare la prospettiva dell’altro vuol dire evitare “la morte del prossimo”, dando nuovo vigore a quel sentimento spesso svuotato, che è l’amore per l’Altro nelle sue diverse forme. Ma tutto questo diventa possibile se si impara a distinguere senza confondere, a discernere senza omologare, a leggere la realtà senza la lente dei nostri pregiudizi, ma con coscienza critica e piena consapevolezza.

Bellicini ha sviscerato molto dettagliatamente i fattori dell’estremismo, passando in rassegna il revanscismo, la marginalità, i catalizzatori politici – specie per quel che concerne l’Islam –, il nichilismo, i social network, con interessanti spunti di riflessione lanciati anche per i docenti presenti, con l’approfondimento che meriterebbero concetti quali bolle social e camere dell’eco.
Nell’analisi degli estremismi, un affondo interessante ha riguardato poi il processo di secolarizzazione, connesso al tabù della morte.

Quali, allora, gli strumenti per contrastare gli estremismi secondo Bellicini?
Una rete sociale necessaria, l’educazione al dialogo, l’esperienza dell’altro, la capacità di osmosi in una dialettica di dare-ricevere, con uno scambio e un confronto tra le diversità produttivi, efficaci, forieri di arricchimento reciproco, la disciplina, i saperi collaterali, con il patrimonio valoriale che possiamo ricavare dall’Arte, dalla Letteratura, quindi, il ruolo indispensabile della scuola come agenzia educativa di primo piano, quale laboratorio di incontro con l’Altro.

Questo “viaggio” alla scoperta del volto dell’altro davvero interessante, partito dalla suggestione del film “Un bacio appassionato” di Ken Loach, si è concluso con i versi altrettanto suggestivi e fonte di riflessione della poesia “L’Altro” di Kahil Gibran.

L’augurio è che momenti come questo possano realmente aiutare noi, come educatori, e i ragazzi che ci vengono affidati da e-ducare a vivere come imperativo categorico l’esortazione del filosofo Emmanuel Lévinas: Fermati, accanto a te c’è un altro uomo. Incontralo! L’incontro è la più grande, la più importante delle esperienze. Guarda il volto che l’altro ti offre. Attraverso di esso non solo ti trasmette se stesso, ma ti avvicina a Dio…Il volto dell’altro è il libro su cui sta scritto il bene.

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