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Dossier Animali in Città,
Cremona non è da podio

Il quadro che emerge dal dossier di Legambiente Animali in Città, indagine che valuta le performance che Amministrazioni comunali e Aziende sanitarie dichiarano di offrire per la migliore convivenza in città con animali padronali e selvatici, “mette in luce una realtà fatta di vuoti normativi e discrepanze tra i numeri ufficiali di animali registrati e le popolazioni effettive presenti nei territori”.

Cani e gatti sono ancora oggi le due specie che dominano tra gli animali domestici: in Lombardia risultano registrati 1.624.735 cani, vale a dire 1 cane ogni 6,2 cittadini, mentre 188.572 sono i gatti, 1 ogni 53,4. Ma la realtà del randagismo e delle colonie feline non controllate amplia notevolmente questi dati.

Legambiente da quest’anno ha deciso di assegnare il premio nazionale “Animali in Città”. Sul podio nazionale si trova una città lombarda, Bergamo, al terzo posto in Italia preceduta da Prato e Modena nella valutazione complessiva tra tutti i 1.069 comuni che hanno fornito dati. Menzione anche per Mantova, primo miglior risultato nella valutazione complessiva degli indicatori considerati, tra i medi Comuni tra 15 e 100mila abitanti, che hanno fornito i dati.

Cremona ha fatto registrare una performance complessiva di 46,5 su 104/107 che la collocano nel range considerato “buono”, il terzo migliore secondo lo studio. Bergamo, capofila lombarda, ha un rate di 50.05. Per quanto riguarda le singole voci, la prestazione migliore del comune cremonese è nella categoria “organizzazioni/servizi” (16/25), seguita dal quadro risorse/risultati (11,5/27), da quello delle regole (10,75/30) e dai controlli (8,25/25).

In questo senso, un ruolo viene giocato anche dalla vicenda del gattile di via Bissolati il cui futuro rimane in bilico, considerato che il complesso degli ex Monasteri è in parte interessato da lavori di risanamento: la Soprintendenza Archelogia, Belle Arti e Paesaggio di Cremona, Lodi, Mantova, ha dichiarato che metterà a disposizione 2 milioni di euro destinati ad un primo nucleo di interventi sul parco degli ex Monasteri.

A fronte di questo, tuttavia, ancora non c’è ancora una soluzione definitiva per la nuova destinazione del gattile: l’ipotesi avanzata, per il momento, è quella di utilizzare un’area in via Brescia, vicino alla Col di Lana, dove costruire la nuova struttura. Per farlo serviranno però fondi che, ad oggi, ancora non sono stati stanziati, senza contare che manca ancora un impegno formale in questo senso da parte del Comune.

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