Cronaca
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Rilancio Fiera, mozione
approvata all'unanimità

Unità di intenti senza precedenti per difendere e rilanciare la Fiera di Cremona. Pronto il Piano di rilancio: ristrutturazioni, nuovi format, eventi innovativi e rafforzamento delle relazioni.

Un’unità di intenti senza precedenti, in cui, forse per la prima volta nella storia, il consiglio comunale si è presentato compatto nel difendere a spada tratta la Fiera di Cremona, dopo lo spostamento della Mostra internazionale del Bovino da Latte.

Quello che può essere considerato uno dei più duri colpi assestati all’economia territoriale negli ultimi anni, è diventato dunque punto di partenza per una nuova battaglia, a difesa del marchio Cremona, ma anche per un rilancio del sistema fieristico cremonese.

Una battaglia che ha trovato le sue radici nella seduta straordinaria del Consiglio comunale svoltosi nel pomeriggio di giovedì 15 aprile proprio nella sede della Fiera, per discutere a approvare all’unanimità una mozione bipartisan (presentata dal presidente del consiglio, Paolo Carletti e dal vice, Maria Vittoria Ceraso) per chiedere al Governo, alla Regione e al Comune di Cremona di mettere mano alla situazione, sostenendo economicamente il piano di rilancio della Fiera, ma anche aprendo un tavolo tecnico per orchestrare le azioni di rilancio. Si chiede l’organizzazione di incontri che coinvolgano tutti gli attori istituzionali ed economici del territorio (IL DOCUMENTO COMPLETO).

IL PIANO DI RILANCIO. Il Piano di rilancio della Fiera, da 10 milioni di euro, assume quindi un’importanza strategica. Lo ha illustrato a grandi linee il direttore generale Massimo De Bellis. “Abbiamo delle caratteristiche forti sul territorio, che partono dall’agroalimentare e dal tecnologico, per arrivare alla musica. Ed è su questi che la Fiera punta: sulle produzioni di eccellenza del territorio, che sono però patrimonio nazionale di riferimento internazionale”.

Dunque gli obiettivi sostanziali vanno dal “consolidamento delle filiere, al rafforzamento del nostro ruolo centrale, all’individuazione di nuovi format, rafforzando quelli già in essere”. E ancora, bisogna puntare sulla continuità: il sistema fieristico, ha sottolineato De Bellis, deve essere utilizzato tutto l’anno, andando oltre il proprio scopo originario. Accanto a questo sarà fondamentale “il rafforzamento delle relazioni nazionali e internazionali”.

Anche i format fieristici andranno rimodulati, con un percorso che già è iniziato durante la pandemia: “Niente sostituirà mai il percorso fisico, ma utilizzeremo i sistemi tecnologici per ampliare la platea dei fruitori”. Importanti saranno la formazione, i gemellaggi, l’internazionalizzazione. E non mancheranno i nuovi contenuti: “Nel 2022 avremo tre eventi nuovi, e altri due in forse. A testimoniare la volontà di rilancio”.

Numerosi quindi gli ambiti di intervento: “L’adeguamento centro congressi (alcuni già fatti per le necessità dei vaccini) con elementi di innovazione tecnologica, l’adeguamento delle strutture con la riqualificazione del quartiere, l’utilizzo degli spazi anche per attività non prettamente fieristiche ma che strategicamente rientrano nello stesso contesto” ha proseguito De Bellis. “Come ad esempio il padiglione 3, che potrebbe essere utilizzato anche per altri scopi, come certi spettacoli che non possono essere ospitati altrove a Cremona”.

Tra le altre iniziative ipotizzate, la realizzazione di un Cremona Fiere Museum, “perché c’era la necessità di mostrare a chi entra in fiera quali sono le nostre origini” conclude De Bellis.

L’obiettivo, come ha aggiunto il presidente di Cremona Fiere Roberto Biloni, “è essere competitivi e rinforzare i nostri asset. E più saremo uniti quanto più potremo raggiungere gli obiettivi comuni”. Biloni non ha mancato di rimarcare quanto accaduto nei mesi scorsi, compreso il dialogo a senso unico con Anafi: “Abbiamo inviato lettere sul rinnovo della convenzione, ma l’unica risposta era stata l’intenzione di sospendere la mostra del 2020 a causa della pandemia”.

Ma ora bisogna guardare avanti: “Ci siamo trovati in questa situazione in un periodo in cui la situazione è pesante. Abbiamo chiuso il 2020 con un calo del 93%. Ma le nostre dimensioni a misura d’uomo e il nostro radicamento territoriale sono una grande opportunità per ripartire”.

Il presidente della Camera di Commercio, Giandomenico Auricchio, ha voluto ricordare quanto l’importanza delle Fiere Zootecniche di Cremona abbia richiamato, ogni anno, i ministri dell’Agricoltura di ogni colore politico, che ogni anno “sono sempre passati da Cremona durante la Fiera del Bovino da Latte”. Dunque “tutti oggi sono compatti nel chiederne la tutela. Anche le categorie economiche ritengono che sia un patrimonio su cui si debbano investire denaro e risorse”.

IL DIBATTITO. Si poi aperto il dibattito in consiglio comunale, con la presentazione, da parte del presidente Carletti, della mozione, che “è stata una enorme conquista e dimostrazione di una grande comunione di intenti. E’ irrinunciabile che la fiera ospiti la Mostra internazionale del Bovino da Latte”.

Maria Vittoria Ceraso (vice presidente del consiglio comunale): “Aver un buon piano di rilancio farà la differenza, in un momento in cui tutto il settore fieristico è in crisi. Il piano dovrà essere sostenuto da tutti e credo che dovremo puntare proprio sull’unità. Siamo sulla buona strada per sostenere la Fiera”.

Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona): “La Fiera di Cremona è un’eccellenza territoriale. E’ la Franciacorta del latte. E non si può pensare di spostarla altrove. Serve impegno concreto affinché si lavori per riportare l’evento a Cremona”.

Luca Nolli (M5S): “è la prima volta che siamo tutti uniti, perché la fiera non è di destra ne di sinistra, rappresenta Cremona. Dalla Fiera del bestiame dipende anche l’economia del territorio. Bene piano di rilancio e soprattutto scelta di avvicinare la fiera si cremonesi, Cremona si sta innovando e mi piacerebbe vedere un peso maggiore della tecnologia, visto che l’indotto del settore sta crescendo.

Enrico Manfredini (Fare Nuova la città): “Oggi siamo qui per dare segnali forti e chiari. Innanzitutto di condivisione e vicinanza a una delle realtà economiche più significative del territorio. Ma anche un segnale di unità, perchè nei momenti fondamentali bisogne remare tutti nella stessa direzione. Infine, un segnale di impegno, passando dalle parole alle azioni, di tipo imprenditoriale e politico”.

Marcello Ventura (Fdi): “Sono contento che le istituzioni siano unite sul sostenere la manifestazione e chiedo a loro lo sforzo ulteriore di mettersi intorno a un tavolo con Anafi, Coldiretti e Libera per dirimere i problemi tra loro e trovare una unità di intenti e un accordo per ripartire insieme nel rilancio della Fiera”.

Stella Bellini (Pd): “Ciò che è accaduto deve essere contrastato. Un’istituzione così importante non può essere depauperata della nostra storia. In questa fiera ci sono le nostre radici e dobbiamo difenderle. Per questo bisogna far sentire la nostra voce in Regione”.

Carlo Malvezzi (FI): “Oggi abbiamo fatto prevalere in modo responsabile l’interesse della nostra città. Avrei voluto che accadesse prima per prevenire quanto accaduto. Siamo qui a dimostrare un moto di orgoglio ma anche a registrare una sconfitta, politica e imprenditoriale. Le questioni non sono risolte e dobbiamo domandarci le ragioni di questa cosa. Ora, ci sono quattro passaggi fondamentali: unità, fiducia, capitali (risorse), alleanze. La fiera è un’azienda con un valore strategico e per rilanciarla servono le risorse. Dal Comune, dalle aziende, ma anche trovare altri soggetti che finanzino. Regione Lombardia darà una mano, perché negli anni ci ha creduto. A fronte di due fattori: che ci sia una compartecipazione e che si guardino le alleanze. Il piano di sviluppo deve guardare oltre i confini provinciali”.

Letizia Kakou (Fare nuova la città): “La fiera richiama l’attenzione di tantissimi addetti del settore. Bisogna riconquistare l’interesse della società. Bospgma promuovere e fare investimenti. Le Fiere Zootecniche rappresentano espressione della tradizione locale. Bisogna prendere posizione chiara in tal senso”.

Alessandro Zagni (Lega): “Questo risultato è un punto di partenza. Ora bisogna parlare di cosa il Comune può fare per sostenere il piano di rilancio: investimenti, alleanze e ruolo della politica. Per gli investimenti, è necessario capire quanto sarà messo a disposizione dai soci attuali e quanto sarà chiesto alla Regione in termine di compartecipazione. Per quanto riguarda le alleanze, è necessario inserirle nel business plan. Infine per quanto riguarda classe politica, quando deve mostrarsi coesa”.

Roberto Poli (Pd): “Ho apprezzato molto il progetto di rilancio che ci hanno presentato e che fa leva sugli asset del territorio. Dal settore della zootecnica a quello della liuteria. Così come credo sia centrale la necessità di una maggiore integrazione tra fiera e territorio. Una fiera che vada oltre il suo ruolo tradizionale. E’ necessario quindi prevedere l’insediamento di attività di ricerca e formazione, qualcosa che rimanga stabilmente negli spazi fieristici”.

IL SINDACO. Dal canto suo il sindaco, Gianluca Galimberti, ha rimarcato il fatto che perché il territorio possa crescere sia necessario “avere una consapevolezza condivisa dei propri punti di forza. La Fiera ha senso dentro una città e un territorio e da essi trae la propria forza. E i nostri punti di forza sono patrimonio di tutti e vanno al di là di nome e cognome del sindaco di turno”.

Dunque le prospettive della fiera, per il primo cittadino, si fondano su diversi punti. A partire dall’unione “degli enti pubblici e di tutto il territorio”. La sostenibilità economica è un altro punto non da poco: “Il piano di rilancio deve essere sostenibile economicamente: a fianco degli investimenti, bisogna vedere quali saranno i ricavi. Ma certamente sono necessari anche capitali pubblici. Il Comune storicamente ha investito tantissimo qui dentro, così come la Provincia e la Camera di Commercio”. E ancora, “Fondamentali sono le alleanze: mon può esserci un sistema in cu ci sono competizioni tra poli fieristici. Dunque tale sistema va ricostruito. E serve una volontà politica a tutti i livelli”.

Infine, il sindaco ha lanciato un appello appello alle forze politiche, “per istituire un tavolo provinciale in cui mettere a confronto Coldiretti, Libera a Anafi, al fine di cercare un dialogo. Abbiamo però bisogno dell’appoggio della Regione. Se ci lavoriamo insieme, io ci sto”.

LE SCADENZE. La macchina del rilancio della Fiera si è già messa in moto: il 29 aprile si terrà un incontro con l’assessore regionale Guido Guidesi, mentre il 30 aprile ci sarà l’audizione in Commissione Agricoltura per presentare il Piano di Rilancio (in collegamento dalla Fiera). E successivamente l’amministrazione pensa a un contatto con il ministero per fissare un incontro. Infine, Galimberti ha chiesto al presidente Carletti di indire una nuova seduta del Consiglio comunale in Fiera prima dell’estate, per fare il punto sulla situazione.

Laura Bosio

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