Cronaca
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Il reato ambientale: lezione del
maggiore Filippi agli studenti

“Cosa c’entrano i carabinieri con la natura?”, ha esordito così il maggiore Amerigo Filippi del Gruppo Cites dei Carabinieri (ex Corpo delle Guardie Forestali) che ha incontrato in presenza in aula magna le classi 3ALSA, 3BLS, 4BLSA dell’IIS Torriani. A questa domanda ha risposto con la sua testimonianza ricchissima di spunti per i “cittadini monitoranti” in ascolto, ovvero gli studenti che hanno intrapreso il percorso del Cpl che li vede coinvolti attivamente nel monitoraggio civico sui temi ambientali e, in particolare, sul ciclo dei rifiuti.

Il reato ambientale è un illecito che, principalmente, consiste nello smaltimento di sostanze o prodotti di scarto per vie irregolari, principalmente per abbattere tempi e costi. Eppure “l’uomo non è solo un danno, ma sa essere un valore aggiunto, se capace di ‘innestare’ biodiversità, per esempio fermando l’avanzata di un deserto, o ampliando un paesaggio da tutelare” , ha spiegato il maggiore ed è la frase che più ha colpito alcuni dei ragazzi.

Una suggestiva idea di quello che possono fare un cittadino o un’amministrazione pubblica per l’ambiente arriva dalla targa apposta ai tombini in Francia: Ici commence la mer, ne rien jeter (qui comincia il mare, non buttare niente, ndr): come ha spiegato Filippi, prima o poi l’acqua piovana porterà ogni rifiuto ai tombini e, soprattutto se il rifiuto è piccolo come un mozzicone di sigaretta, passerà attraverso ed inizierà il suo viaggio verso il mare. Dunque basta poco per fare molto per il nostro mare.

Allora cosa può fare un cittadino monitorante? Può accorgersi dell’illecito nella vita di tutti i giorni per poterlo segnalare, ha spiegato il maggiore. La documentazione attraverso immagini è fortemente incoraggiata. E’ possibile accorgersi di un illecito da diversi indizi. “Siate inquisitori, fatevi delle domande”, è la provocazione di Filippi. La prevenzione è fondamentale, anche perché normalmente “reato porta reato” e una zona lasciata al degrado sarà ricettacolo di ulteriore degrado.

“Ci sono tre tipi di cittadini, ha sottolineato ancora Filippi – i menefreghisti, che non denunciano, i cittadini “corretti” che fanno il loro dovere segnalando abusi e chi si fa troppo coinvolgere rischiando anche in prima persona”. L’invito al giusto mezzo, dunque, è stato rivolto a tutti gli studenti presenti: informarsi e sentirsi parte attiva della tutela dell’ambiente. Tanto si può fare: anche solo esigendo alternative alle plastiche e praticando sempre mezzi leciti, piuttosto che vie illegali e convenienti.

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