Cronaca
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Detenuto dà fuoco alla cella e
aggredisce agente accorso in aiuto

Un detenuto di origine magrebina, probabilmente con problemi psichiatrici ha dato prima fuoco alla sua cella nel carcere cremonese di Cà del Ferro, quindi ha aggredito con un pugno l’ assistente capo di Polizia Penitenziaria, 55 anni, lo stesso che anche qualche mese fa aveva subito un’aggressione con modalità simili.

I fatti, riferiti dal segretario territoriale UILPA Polizia Penitenziaria di Cremona Sergio Gervasi, sono avvenuti oggi domenica 9 maggio alle 14,30 circa. “La Casa Circondariale di Cremona – afferma –  ospita il 72 % di popolazione detenuta di origine straniera, di questi il 50℅ con patologie psichiatriche o di tossicodipendenze. Ormai è da tempo che il personale ha la sensazione di essere in qualche modo abbandonato, esiste una circolare diramata dal capo del Dap in merito ai trasferimenti da fare dopo casi di aggressione ai danni dei poliziotti penitenziari ma la sensazione è che tale circolare sia poco applicata. Non basta avere gravissime carenze d’organico sia di polizia che di personale amministrativo, a Cremona con la scusa che ci sono posti disponibili vengono assegnati spesso detenuti di difficile gestione, si deve gestire tutto quello che qualche istituto giustamente non desidera ma non vengono presi in considerazioni tanti fattori, come la carenza di personale di polizia penitenziaria, l’alto numero di detenuti di nazionalità straniera e soprattutto di ardua gestione come quelli con problemi psichiatrici”.
“Noi della UILPA Polizia Penitenziaria di Cremona siamo stanchi di vedere aggressioni ai danni del personale penitenziario, per questi motivi valuteremo nei prossimi giorni di indire lo stato d’agitazione fino a quando i vertici dell’Amministrazione non vengono e, soprattutto non verificano con i propri occhi e toccano con le proprie mani la situazione che attualmente vive l’istituto di Cremona. Vogliamo delle risposte idonee affinché si possano ridurre al minimo o azzerare i rischi a cui si va
incontro giornalmente nell’affrontare il proprio servizio”.

Sull’episodio interviene anche il Segretario Nazionale UILPA Polizia Penitenziaria Calogero Marullo: “Sono aggressioni gratuite ai danni di chi svolge il proprio mestiere con professionalità, dignità e umiltà, siamo veramente indignati e stanchi di continuare a sentire parlare di aggressioni nei confronti di Uomini dello Stato.

Come si può continuare a svolgere il proprio servizio in questo stato d’animo? In tutta la mia carriera di servizio questa è la prima volta che sento e vedo aggredire per la seconda volta lo stesso personale nell’arco di poco tempo. Mi auguro che i provvedimenti nei confronti dell’aggressore siano forti ed esemplari e non mancherò di sollecitare il Provveditore della Lombardia perché si inizi al più presto una valutazione seria per  azzerare le aggressioni nei confronti del personale.
Ci aspettiamo veramente che l’Amministrazione Penitenziaria dia un segnale forte di vicinanza e attenzione nei confronti di tutto il personale”.

 

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