Cronaca
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Sit in dei parenti a Cremona Solidale
"L'ordinanza c'è, ora fateci entrare"

I famigliari degli ospiti di Cremona Solidale chiedono che si sblocchi presto la situazione delle visite, soprattutto ora che l’ordinanza del ministro Speranza chiede ai gestori di consentire gli accessi purchè i visitatori siano in possesso del Green pass (vaccinazione completata oppure test antigenico negativo effettuato non prima di due giorni).

Di fronte all’ingresso della struttura, in via Zocco, oggi alcuni figli e nipoti di ospiti si sono radunati per far sentire la propria voce. Tra loro Paola Trombini, portavoce del neo eletto comitato di rappresentanza: “Adesso l’ordinanza c’è, ora si tratta di organizzare le entrate coi volontari, che ci sono, e permetterci uno o due volte la settimana almeno di vedere i nostri cari. Bisognerà però trovare un modo per consentire di entrare anche a chi non ha ancora fatto il vaccino: non si  può pensare di continuare a fare tamponi per tutta l’estate. Si dovranno trovare strategie diverse, ad esempio stare a distanza o usare le mascherine”.

Il timore dei parenti è che Cremona Solidale – dove ancora non è stato individuato il nuovo direttore generale e dove sta per andare in pensione il direttore sanitario Aldo Pani (da luglio gli subentrerà Simona Gentile) – sia troppo lenta ad organizzarsi, complice il timore di ripiombare nell’incubo di morti e denunce dello scorso anno.

“In altre strutture le modalità sono state trovate – insiste Trombini – A san Bassano hanno celebrato un matrimonio tra due persone che hanno fatto il cinquantesimo insieme ai parenti, Fengo ha già aperto alle visite da un bel po’. Si tratta di avere la volontà, a questo punto, di organizzarsi e riaprire”.

Le ultime notizie, non ancora ufficiali, arrivate ai famigliari parlano dell’ingaggio di diverse decine di volontari di “Solo Noi”, la stessa associazione che sta gestendo i flussi all’hub vaccinale, per facilitare gli incontri tra famigliari e ospiti. Ma si teme che i tempi di formazione per questi volontari siano troppo lunghi e si fa presente che nonostante la presenza di altri volontari, Auser e Alpini, il nodo cruciale delle visite è sempre stata la necessità che sia un educatore professionale ad accompagnare la persona nella stanza. E con due educatori in turno per palazzina, i tempi si sono dilatati a dismisura.

“Mia mamma – afferma la figlia di un’ospite 95enne – si è sempre trovata bene qui, aveva la sua parrucchiera, le amiche, io venivo ogni giorno ed era anche un modo bello per me, per ritrovarmi con vecchie compagne di scuola che hanno pure i genitori qua.  Poi c’è stato questo problema enorme che ha spiazzato tutti,  credo che le denunce abbiano davvero messo a dura prova la struttura, e lo capisco, nessuno sapeva cosa fare e quindi sono diventati rigidissimi”.

Ma le cose non possono andare avanti così ancora a lungo: le stesse videochiamate sono difficoltose per ovvie difficoltà di udito degli ospiti oppure perchè il sottofondo nelle stanze comuni disturba. E anche le visite attraverso il vetro hanno delle forti limitazioni”.

“Nell’ultima videochiamata ho visto mia madre invecchiata. Per carità, gli anni ci sono, ma io sono convinta che è anche perchè le manchiamo. Le manca la presenza di noi figli, di me che le metto a posto il comodino, a volte mi dice: ‘chissà cosa mi mettono su, è roba mia questa?’ Si che è trattata bene, è accudita, sono contenta di questo, ma ciò che manca è proprio il calore umano. Ormai loro sono tutti vaccinati; e piano piano lo saremo anche noi.

Spero che Cremona Solidale diventi un po’ più elastica, rendiamoci conto che qualche malattia ci sarà sempre ma non possiamo tenere queste persone sotto una campana di vetro. Dobbiamo poter entrare, in maniera intelligente ed educata. Ho sempre pensato, fin dall’inizio, che preferisco che mia madre viva qualche mese in meno, ma che quando se ne dovrà andare, possa farlo con noi accanto”.

Giuliana Biagi

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