Cronaca
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Terrore in famiglia: violenze e
botte dalla mamma alcolizzata

Maltrattamenti, violenze fisiche, psicologiche e insulti verso le tre figlie, in particolare le due minorenni di 14 e 8 anni. L’accusa nei confronti di una mamma di 41 anni residente a Cremona è pesantissima, tanto che il giudice aveva disposto la misura dell’allontanamento dalla casa famigliare e il divieto di avvicinamento alle figlie.

La donna, finita a processo, abusava di sostanze alcoliche, forse in seguito a maltrattamenti subiti dal marito, arrestato nel 2018 per lesioni nei confronti della donna e allontanato dall’abitazione. Quando beveva, con frequenza pressochè quotidiana, la 41enne assumeva atteggiamenti aggressivi e violenti: trascurava le figlie, non si occupava dei loro bisogni, sia educativi che economici, inveiva contro di loro, spesso le insultava perchè colpevoli di essere troppo esuberanti o perchè non riordinavano la casa e quando era in preda a stati d’ira o sotto l’effetto di alcol, la mamma alzava le mani su di loro con sberle e schiaffi.

In particolare, secondo l’accusa, il 3 gennaio del 2020 l’imputata aveva stretto a tal punto la mano e il polso destri ad una delle figlie minorenni, da causarle contusioni e la necessità di indossare un tutore, mentre il 17 febbraio dello stesso anno aveva costretto le due minori ad uscire con lei nonostante fosse ubriaca, tanto che ad un certo punto era barcollata fino a cadere per terra. Una volta tornate a casa, aveva colpito una delle ragazze alla gamba con una grossa matita lunga 50 centimetri, dopodichè, per impedire all’altra figlia di andare in bagno, aveva chiuso di scatto la porta, schiacciando il piede della giovane tra lo stipite e la porta, facendole sbattere con forza la testa contro la porta stessa.

Quello stesso giorno l’imputata, in preda all’ira, aveva gettato il loro gatto dalla finestra del secondo piano. L’animale, trovato in pessime condizioni, aveva riportato una frattura al collo del femore.

Le minori erano state poi affidate alla zia paterna.

Oggi in aula hanno testimoniato la figlia maggiore, 20 anni, che si era occupata dell’educazione e del mantenimento delle sorelle, e gli assistenti sociali che avevano seguito il nucleo familiare. I testimoni hanno parlato di problematiche economiche e di litigi dovuti allo stato alterato della mamma. In udienza è stato ricordato l’episodio del gatto e della minore con il polso slogato costretta ad andare in ospedale accompagnata dalla sorella più grande. “A volte di notte restavano a casa da sole”, ha raccontato uno degli assistenti sociali.

L’imputata aveva chiesto aiuto all’associazione Aida, l’associazione donne antiviolenza, e aveva frequentato incontri al Sert, ma ad un certo punto aveva interrotto il suo percorso riabilitativo. “Le ragazze avevano paura”, ha detto uno degli assistenti sociali. “Vedevano la propria madre alterata dall’alcol e temevano che potesse diventare violenta”.

La 41enne, assistita dall’avvocato Mimma Aiello, è attualmente in fase di riabilitazione. Sarà sentita nel corso della prossima udienza del 5 ottobre, quando verrà emessa anche la sentenza. Nel frattempo i giudici, per evitare ad una delle minori di testimoniare, hanno acquisito il verbale reso il 2 luglio del 2020 davanti al tribunale dei minorenni di Brescia in occasione dell’udienza relativa alla decadenza della responsabilità genitoriale dell’imputata.

Sara Pizzorni

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