Cronaca
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Giovanissimi e disagio, dal Comune
l'impegno a potenziare gli aiuti

Un aiuto, dal punto di vista psicologico e sociale, a giovani e giovanissimi, duramente provati dalla pandemia e dalla situazione contingente: questo quanto deciso in consiglio comunale con l’approvazione di una mozione presentata dal capogruppo del Gruppo consiliare Fratelli d’Italia Marcello Ventura e approvata all’unanimità (con l’inserimento di un emendamento).

La situazione che si è creata in questi mesi, e che sta sfociando in una deriva di pesante disagio sociale da parte dei giovanissimi, come hanno dimostrato i recenti casi di cronaca, rischia di sfuggire al controllo, se non si attivano azioni in grado di arginarla. Basti pensare che ai pronto soccorso della Lombardia sono aumentate del 50% le richieste di ricovero in neuropsichiatria infantile per autolesionismo e tentati suicidi. Ma sono aumentati anche i casi di autolesionismo e tentato suicidio, senza contare che nelle fasce d’età più giovani vi è un consistente aumento dei casi di disturbi del comportamento alimentare, psicosi con compromissione di realtà, aggressività e comportamenti distruttivi, ritiro sociale e dipendenza da internet.

Per questo il consiglio si è impegnato “a cooperare con le Aziende sanitarie al fine di ampliare e potenziare le offerte di sostegno psicologico agli adolescenti, con modalità di accesso agevoli come già avviene nei Consultori pubblici convenzionati”.

Con il documento, si impegnano il sindaco e la giunta “A svolgere un ruolo di coordinamento e di messa in rete delle progettualità in atto e delle iniziative e delle proposte che, da parte di diversi soggetti (scuole, associazioni, soggetti istituzionali) oltre che dal Comune, sono rivolte agli adolescenti e agli studenti in generale, per condividere strumenti, competenze e forme di accompagnamento per gestire le conseguenze della pandemia che li vedano effettivamente coinvolti e protagonisti”.

Insomma, un accompagnamento su diversi fronti, che vada a compensare il disagio subito con la dad e con l’impossibilità di uscire e confrontarsi con i coetanei.

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