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Questione A2A-Lgh,
una riflessione amara

da Maria Vittoria Ceraso (Viva Cremona)

Nel Consiglio Comunale del 31 maggio è stata approvata, con i soli voti della maggioranza, la deliberazione avente ad oggetto “Indirizzi in ordine alla proposta di fusione per incorporazione di LGH in A2A”.
In merito alla stessa, insieme ai colleghi consiglieri Malvezzi, Fasani e Simi, abbiamo chiesto, con nota protocollata il 19 maggio, al Sindaco, al Presidente del Consiglio ed al Segretario Comunale, che fosse fatta istanza di un parere preventivo all’Anac sulla legittimità dell’operazione, in considerazione del parere reso dalla stessa Autorità Anticorruzione nel 2018 sulla precedente deliberazione n. 77 del 2015 con la quale il Consiglio Comunale, sempre a maggioranza, aveva approvato l’indirizzo per l’accettazione dell’offerta vincolante per l’acquisizione di una quota di maggioranza 51% di LGH formulata da A2A nella prospettiva di integrazione tra le due società.

In merito a quest’ultimo atto l’Anac aveva infatti affermato che la citata operazione di acquisizione, individuata in forma diretta, senza il previo esperimento di una procedura competitiva e comparativa, non era in linea con la normativa di riferimento, configurando una violazione delle disposizioni dell’art. 1, comma 2 del d.lgs. 163/2006 in tema di società miste, applicabile ratione temporis alla fattispecie in esame.

Il tema posto con la richiesta di parere preventivo all’Anac era quindi chiaramente il seguente: “com’è possibile che da un’ operazione di partnership ritenuta illegittima dall’Autorità Anticorruzione possa discenderne una legittima come la fusione che è consequenziale alla precedente”?
Ma la stessa non è stata accolta da Sindaco, Presidente del Consiglio e Segretario Comunale che con una nota del 31 maggio ci hanno comunicato che il Comune non intendeva inviare alcuna richiesta di parere preventivo all’Anac in considerazione della necessità di rispettare i tempi di riscontro della proposta di fusione secondo le previsioni dell’accordo di partnership.

In pratica se ne deduce che la priorità per l’Amministrazione è rispettare i tempi dettati da A2A piuttosto che attendere un riscontro di legittimità dell’operazione di fusione dall’Anac. Tra l’altro i tempi non erano così stretti visto che il Consiglio comunale di Crema ha deliberato lo scorso 12 giugno.
La nota del Comune inoltre fa riferimento al fatto che il parere dell’Autorità Anticorruzione reso sulla deliberazione del 2015 non era nemmeno considerabile come una raccomandazione ma era di fatto un semplice parere non vincolante che pertanto può essere legittimamente ignorato dal Comune di Cremona.
D’altronde è anche vero, che la deliberazione Anac inviata dalla stessa Autorità alla procura della Corte dei Conti non ha sortito ad oggi alcun effetto, quindi perché dovrebbe tenerla in considerazione il Comune di Cremona o chiunque altro?

Il paradosso è che chi lavora nella pubblica amministrazione è alle prese quotidianamente con i molteplici e complicati adempimenti in tema di anticorruzione e trasparenza che se non rispettati possono dar luogo a sanzioni per gli enti e per i responsabili anticorruzione. Ogni gara e ogni affidamento devono essere passati sotto la lente di ingrandimento e a tal fine è obbligatoria la pubblicazione di ogni dato utile a garantire la trasparenza e l’imparzialità della pubblica amministrazione al fine di riuscire a debellare il fenomeno corruttivo.

Di fronte però ad un’operazione come quella posta in essere da A2A-LGH, il massimo che l’Anac può fare, come principale Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, al fine di garantire l’osservanza dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di scelta del contraente, è solo esprimere pareri non vincolanti che possono essere ignorati da tutti. Dal Comune di Cremona, da A2a ed LGH ma anche dalla procura della Corte dei Conti.

E rispetto a quest’ultima un po’ di magone mi viene ripensando a quei 5 anni sulla graticola per il Sindaco Perri, la sottoscritta come Assessore al Personale, parte della Giunta di allora, insieme al Dirigente del Personale e al Segretario generale, accusati dalla Procura della Corte dei Conti, sulla base di un esposto anonimo (concretamente un foglio di carta di poche righe), di aver stabilizzato, in violazione della normativa allora vigente, 32 dipendenti da anni in servizio presso il Comune di Cremona. Addirittura eravamo stati citati all’apertura dell’anno giudiziario di quei tempi come un caso di “mala gestio” salvo poi aver ottenuto ben due sentenze a favore da parte della Corte dei Conti Lombardia e Sezioni Unite per non aver commesso alcun illecito. Una causa costata comunque cara al Comune di Cremona in termini di spese legali e a ciascuna della persone coinvolte, compresi i dipendenti, per la sofferenza e la preoccupazione che ci hanno accompagnato durante tutto il processo.

Di fatto un esposto anonimo scritto su un pezzo di carta è stato l’input per un procedimento lungo 5 anni mentre una deliberazione dell’Anac che punto per punto motiva come la partnership tra A2A e LGH sia stata attuata in violazione della normativa vigente non ha portato ad alcuna conseguenza ma anzi l’operazione potrà proseguire come se nulla fosse.

In ogni caso abituiamoci al fatto che a dettar legge in casa nostra sarà ormai A2A come ben esplicitato nella risposta del Comune che non ha avuto remore nel mettere al primo posto il rispetto della tempistica imposta dalla stessa sacrificando ogni altra esigenza posta a tutela del Consiglio e di tutti i cittadini.

 

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