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Masterplan 3C, nessun chiarimento
tra i 23 sindaci e Signoroni

Masterplan 3C, ancora nessuna risposta ai 23 sindaci che hanno contestato le modalità con cui il presidente della Provincia Signoroni ha cercato il coinvolgimento dei Comuni attraverso un’associazione temporanea di scopo per implementare il documento, redatto dall’Associazione Industriali e dello Studio Ambrosetti ormai oltre due anni fa e che necessita di una revisione alla luce dell’annata di pandemia che ha notevolmente cambiato gli scenari economici del territorio. Lunedì prossimo, 5 luglio è stato convocato un pre – consiglio durante il quale potrebbe essere trattato l’argomento, ma al momento non c’è certezza.

“Siamo ovviamente a favore del Masterplan – afferma Gabriele Gallina, sindaco di Soncino, capofila dei comuni contestatori. “Quello che non ci piace sono le clausole che ci impediscono di condividerne i contenuti. Abbiamo deciso di non aderire perché è sorprendente che documenti relativi alla pubblica amministrazione e pagati dagli stessi comuni siano da considerare riservati, in base all’articolo 9 dell’accordo proposto. La programmazione territoriale non può prescindere da procedure pubbliche, basti pensare che un’amministrazione locale deve per forza passare attraverso determine e delibere.

E’ positivo che gli industriali abbiano fatto un documento sostituendosi alla politica, ma la proposta del presidente Signoroni non è stata condivisa tra i sindaci”.

C’è poi la questione dei costi di adesione: si va – spiegano i sindaci – dai 500 euro per i Comuni con popolazione al di sotto dei 3 mila abitanti e di 3 mila euro per i Comuni con popolazione sopra i 10 mila abitanti. Le quote pro capite di Crema (34.600 abitanti) e Cremona, (71.500 abitanti), sono notevolmente inferiori rispetto a un qualsiasi altro comune fino a 3 mila abitanti. Ma anche quelli tra i 3 mila e i 10 mila abitanti sono gravati da quote pro capite superiori alle due città più popolose della provincia, “E se non si conosce il costo dell’operazione, con che criteri si stabilisce la cifra da raccogliere dai comuni?” si chiedono i sindaci.

Sulla stessa linea di Gallina, Alberto Sisti, sindaco di Castelvisconti e consigliere provinciale: “Dopo due anni e mezzo dalla presentazione del Masterplan, arriva questa chiamata d’imperio da parte di Signoroni. Mi chiedo che credibilità abbia il presidente, sostenuto da una coalizione quanto meno anomala. Mi sorprende che dopo la nostra lettera il Presidente non ci abbia contattato, ma mi chiedo anche che cosa dica il Pd, che questo presidente ha eletto.
“La Provincia secondo la legge Delrio doveva essere la casa dei sindaci, ma noi ‘piccoli’ non veniamo mai interpellati. L’implementazione del masterplan richiede un lavoro tecnico che i funzionari dei nostri piccoli comuni non possono fare e quindi è assolutamente necessario che ci sia un indirizzo politico dei sindaci per orientare le scelte.

Questi i sindaci che non hanno aderito all’associazione: Agarossi Mauro (Ticengo), Aiolfi Paolo (Bagnolo), Barbati Angelo (Trescore Cremasco), Bertoni Rosolino (Palazzo Pignano), Bonaventi Piergiacomo (Pandino), Bonazza Aries (Ripalta Cremasca), Bricchi Oreste (Acquanegra Cremonese), Cominetti Graziano (Pescarolo e uniti), Gallina Gabriele (Soncino), Grassi Antonio (Casale Vidolasco), Guercilena Elisa (Quintano), Guerini Rocco Matteo (Credera Rubbiano), Marani Nicola (Salvirola), Marcarini Mariella (Trigolo), Moreni Roberto (Casaletto di Sopra), Paladini Paolo (Vailate), Polla Attilio (Romanengo), Sisti Alberto (sindaco di Castelvisconti e consigliere provinciale) Matteo Guerini Rocco (sindaco di Credera Rubbiano e consigliere provinciale) Gianantonio Ireneo Conti (Vescovato), Suardi Massimo (Derovere), Guerini Rocco Agostino (Campagnola Cremasca), Luigi Rottoli (Corte de Cortesi con Cignone), Romanenghi Ferruccio (Ricengo), Festari Elena (Madignano), Sonzogni Giorgio (Castel Gabbiano).

Giuliana Biagi

 

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