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Pd, prima assemblea in presenza
Simona Frassi nuovo presidente

Foto e riprese video SESSA

Prima assemblea in presenza dopo oltre un anno per il Partito democratico cittadino, che si è riunito nella sala di Civico 81 di via Bonomelli mercoledì pomeriggio, Un momento dal significato anche simbolico, come ha detto il segretario cittadino Luca Burgazzi: “Oggi riprendiamo in presenza per fare un bilancio di un anno e mezzo dì amministrazione nella pandemia ed è anche un segnale di ripartenza della attività politica che dopo l’estate ci auguriamo possa tornare in maniera costante”. Ospite di questa prima uscita, il sindaco Gianluca Galimberti, che ha deciso di parlare per ultimo, dopo aver ascoltato le sollecitazioni degli iscritti.

Al posto di Luigi Lipara, dimissionario da qualche mese, la presidenza dell’assemblea va a Simona Frassi, nome noto nell’associazionismo, presidente del centro donna antiviolenza Aida, insegnante al liceo Manin, prima dei non eletti in consiglio comunale nel 2019. Nel suo saluto ha posto subito l’accento sulla necessità di interloquire coi giovani: “Anche come insegnante, ho sempre cercato di facilitare gli  incontri con le istituzioni per far capire ai ragazzi che il singolo può fare la differenza. Dò la massima disponibilità a fare dell’assemblea un luogo di confronto, come nella migliore tradizione del Pd; un luogo di prossimità, di argomenti ce ne sono molti”.

Molti gli interventi, di semplici iscritti come di consiglieri e assessori: tra questi, Maura Ruggeri ha rivendicato lo sforzo per nulla scontato, esercitato per salvaguardare il sistema scuola a Cremona, rispondendo anche a chi aveva sostenuto che il lavoro di questa amministrazione fatica ad essere riconosciuto all’esterno: “Cerchiamo di non perdere di vista quello che stiamo facendo: stiamo costruendo un territorio che possa essere attrattivo per giovani e famiglie”.

“Meno etichette e più capacità di sviscerare temi che sono complessi; la nostra è una città plurale, le esigenze diverse tra loro e a volte poco conciliabili. Occorre affrontare le diverse articolazioni della società”, è la sintesi dell’intervento del vicesindaco Virgilio, da un osservatorio, come quello della pianificazione territoriale, che vede contrapporsi esigenze di conservazione con quelle di sviluppo.

E poi ancora si è parlato di welfare (Fabiola Barcellari: “Chi prima della pandemia aveva bisogni ‘basici’, oggi ne ha tre volte tanti, a loro dobbiamo dare voce”) e di sanità, con il capogruppo in consiglio Roberto Poli: “Siamo a metà mandato, è ora di stabilire le priorità. La città in questi 5 – 6 anni è cambiata in positivo, credo che i cittadini percepiscano questo cambiamento. E’ difficile pensare di portare persone nel Pd, è più facile invece dialogare con il mondo dell’associazionismo che condivide i nostri valori”. Le prossime saranno elezioni politiche, ma subito dopo, oltre alle amministrative, le regionali. “Senza speculare sulla pandemia, c’è stato un fallimento evidente del sistema socio sanitario regionale, è la Regione stessa a certificarlo nel momento in cui avvia la revisione della legge e va proprio nella direzione che il Pd ha sempre auspicato”.

Articolato il discorso di Galimberti, che parte dall’importanza di coinvolgere attivamente i giovani citando l’esperienza di cittadinanza attiva portata avanti dai laboratori #cremonasipuò, esperienza nata a cavallo tra primo e secondo mandato e che adesso “io affido al Pd”, per superare i limiti delle tradizionali assemblee. Laboratori politici nati nel contesto delle liste civiche, ma che a livello nazionale il Pd sta mutuando con la proposta delle ‘agorà’ lanciate da Letta.

Galimberti ha poi parlato della “solitudine delle scelte” e della necessità di assumersene la responsabilità: “Veniamo da una stagione in cui il politico dovrebbe essere superman. Ma a tutto c’è un limite, a volte io sono veramente stanco”. Quasi un avvertimento per chi ne proseguirà l’esperienza dopo il 2024: “Dobbiamo stare attaccati al progetto che stiamo costruendo, non è il destino personale che conta”.

Toccato anche uno degli argomenti più spinosi, quello dell’inquinamento: “Quasi tutte le classifiche vedono Cremona salire negli indicatori di qualità della vita, ma ci sono anche classifiche negative, come quelle dell’aria. Con Arpa stiamo approfondendo questo argomento, se non entro luglio, a settembre contiamo di fare il punto pubblicamente sulle ragioni di questo problema, fermo restando comunque che i dati sui singoli inquinanti sono disponibili sul sito dell’Arpa”.

Infine, un accenno al futuro della sanità: in vista c’è la stipula di un protocollo con Asst e Ats  per sostenere non solo il progetto di nuovo ospedale e di rilancio delle attività al suo interno,  ma anche di un recupero in chiave di medicina territoriale del vecchio contenitore dismesso da anni dell’ex Inam di viale Trento e Trieste.

Giuliana Biagi

QUI le interviste a Burgazzi e Galimberti

 

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