Cronaca

Evasione fiscale, sequestri per
72 mln. Indagato Marco Melega

AGGIORNAMENTO – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cremona hanno denunciato 15 membri di un sodalizio criminale sequestrando beni mobili ed immobili per oltre 72 milioni di euro. Al vertice, un nome già noto alle Fiamme Gialle, quello di Marco Melega, imprenditore cremonese già arrestato nel 2019 per vendite truffaldine online, frode fiscale e riciclaggio.

Nelle prime ore di oggi 7 luglio, le fiamme gialle di Cremona e i colleghi varie province italiane, oltre che di quattro paesi europei, hanno eseguito sequestri di beni provenienti dalle attività criminose. Complessivamente si tratta di 127 tra immobili e terreni, 28 beni mobili tra cui imbarcazioni di pregio, autovetture di grossa cilindrata, gioielli Damiani, Rolex, ville; e 750 rapporti bancari e finanziari riconducibili a 43 persone fisiche e giuridiche coinvolte nella frode.

Si tratta dell’operazione “DOPPIO CLICK”, diretta dalla Procura della Repubblica di Cremona, nella quale i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cremona hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Cremona.
In particolare, le condotte criminose – realizzate in più Paesi dell’Unione Europea – sono state portate a termine facendo ricorso ad un ampio numero di società cartiere e con l’aiuto di soggetti prestanome che, coordinati e diretti dal noto imprenditore cremonese, hanno consentito di frodare l’erario mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture false.
Il meccanismo si basava sulla pubblicizzazione di siti internet attraverso i quali venivano posti in vendita prodotti di vario genere e natura a prezzi di assoluta convenienza. In realtà, i beni pubblicizzati non esistevano ed i proventi delle truffe venivano ricondotti, attraverso società inesistenti e prestanome compiacenti, nella disponibilità degli organizzatori dell’associazione criminosa.
Il meccanismo così architettato, oltre a consentire il riciclaggio dei proventi delle truffe, veniva anche utilizzato per consentire ulteriori evasioni e frodi fiscali da parte di imprenditori operanti in diverse province del territorio nazionale.
Sono stati complessivamente sottratti a tassazione oltre 120 milioni di euro con una evasione dell’I.V.A. superiore a 44 milioni di euro, nonché indebite compensazioni di imposta basate su crediti non spettanti per oltre 3,7 milioni di euro.
Con il coordinamento dell’ufficio di Eurojust – l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale – e tramite appositi “certificati di congelamento” redatti ai sensi del Regolamento UE 1805/19, l’operazione è stata condotta in contemporanea in altri 4 Stati dell’Unione europea, ossia Belgio, Bulgaria, Germania e Svezia, paesi ove sono presenti rapporti finanziari, rapporti bancari, beni mobili ed immobili direttamente ed indirettamente riconducibili agli indagati.
Sul territorio nazionale le attività sono state condotte nelle province di Cremona, Milano, Brescia, Pavia, Bergamo, Lodi, Varese, Mantova, Parma, Piacenza, Venezia, Verona, Vicenza, Roma, Frosinone, Genova, Sassari, Torino, Treviso, Siena e Taranto.

Procura della Repubblica di Cremona e  Guardia di Finanza dunque in prima linea nella lotta alle frodi fiscali ed alle gravi condotte evasive dannose per il sistema economico italiano ed europeo, condotte che oltre ad arrecare un enorme danno all’Erario, costituiscono una sleale forma di concorrenza nei confronti di quei soggetti che operano nel pieno rispetto delle regole e della legalità e sono interessati a contribuire alla ripresa ed al pieno rilancio dell’economia nazionale.

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