Cronaca
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Frode fiscale: tra i prestanome,
anche fidanzate ed ex suocere

Gli uomini della finanza con al centro il colonnello Maragoni e il pm Milli

Per l’accusa, Marco Melega, l’imprenditore cremonese denunciato insieme ad altre 14 persone per frode fiscale nell’operazione “Doppio click“ della guardia di finanza di Cremona, avvalendosi di diversi prestanome e società “cartiere”, aveva messo in piedi un meccanismo finalizzato a riciclare a proprio vantaggio il denaro illecitamente accumulato attraverso le truffe online.

A capo di alcune delle società c’erano “teste di legno“, persone che nulla avevano a che fare con il mondo manageriale. C’era ad esempio una pensionata, e c’erano anche parenti, fidanzate ed ex suocere. Persino una persona che all’epoca dei fatti era in cura da uno psichiatra. Tutti “piazzati” per amministrare le società che dopo aver guadagnato denaro, sparivano.

Tra i prestanome scovati da Melega e dal suo braccio destro Cristiano Visigalli, c’era l’ex suocera di Visigalli, pensionata. “Non ho mai percepito compensi per queste attività”, spiegherà lei. “Non ho alcun trascorso manageriale essendomi occupata di una piccola lavanderia”.

E poi ancora l’ex compagna di Melega. Nel 2016 lui l’aveva fatta assumere in una società, ma, come poi dirà lei, “non svolgevo alcuna attività lavorativa. I compensi che percepivo erano da attribuirsi alle mie mansioni di mamma, compagna e casalinga”.

Un altro prestanome conoscente di Melega era stato chiamato per amministrare una società. Il suo compenso sarebbe stato di 400 euro. All’epoca l’uomo era in cura da uno psichiatra. Secondo l’accusa, “Melega e il suo collaboratore lo sapevano e ne hanno approfittato”.

Un’altra “testa di legno” è un operaio argentino alle dipendenze di Melega. Da mulettista e facchino era diventato prestanome nell’amministrazione di alcune società dell’imprenditore cremonese.  Anche se faceva fatica a parlare italiano.

Durante l’operazione, la finanza ha sequestrato al gruppo beni mobili e immobili per un valore di oltre 72 milioni di euro. Tra i beni, scovati anche in altri Paesi dell’Unione Europea, anche un motoscafo Riva dal valore di alcune centinaia di migliaia di euro e una Lamborghini. Oggetto di sequestro: 85 immobili, 42 terreni, 28 beni mobili e 750 rapporti finanziari di varia natura come conti correnti, fondi pensione, conti deposito, obbligazioni e libretti di risparmio.

Sara Pizzorni

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