Cronaca
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Politecnico e cittadella della
sicurezza, dibattito in Consiglio

Sì incondizionato alla realizzazione della cittadella universitaria, con la nuova sede del Politecnico nella ex caserma Manfredini, ma diverse riserve, da parte della minoranza, allo spostamento di questura e Polstrada nell’edificio di via Sesto: questo quanto emerso nel corso del consiglio comunale, durante il quale il sindaco Gianluca Galimberti ha presentato il protocollo d’intesa sottoscritto tra Demanio, Ministero dell’Interno, Provincia, Comune, Politecnico e Fondazione Politecnico.

Un documento fondamentale, che traccia il cronoprogramma degli interventi, ma anche le competenze di ciascuno degli attori. Nella fattispecie, entro il 15 settembre di quest’anno dovrà essere ceduto il diritto di superficie a titolo gratuito in favore dello Stato dell’edificio in via Sesto, e in contemporanea sarà
sottoscritto l’atto di concessione della ex Caserma Manfredini. Per quest’ultima i lavori dovranno terminare al massimo il 15 settembre 2023, al fine di consentire il trasferimento, entro i successivi 3 mesi, del Politecnico”. Questa sede verrà quindi consegnata in uso governativo al Ministero dell’Interno e
saranno avviati da parte dell’Agenzia del demanio i lavori di rifunzionalizzazione dello stesso affinché possa ospitare la Questura e la Polstrada.

Il dibattito in Consiglio comunale ha visto una condivisione sul tema della nuova sede del politecnico, mentre le posizioni si sono dimostrate divise sulla cittadella della Sicurezza, che parte del centrodestra, e in particolare Forza Italia e Fratelli d’Italia, secondo cui .

“E’ un’ipoteca alla possibilità di avere una reale cittadella della sicurezza” ha detto Carlo Malvezzi (FI). “Una grave occasione persa, considerando che in questo modo non solo non si sposta la Prefettura, ma neppure i Carabinieri. Tutto l’insieme di queste cose ci portano ad esprimere un giudizio positivo sulla caserma Manfredini ma forti perplessità in termini di fattibilità”.

“Non posso essere favorevole alla cittadella della sicurezza che, così come è stata pensata, rappresenta un progetto monco” ha aggiunto Marcello Ventura (Fdi). Molti invece gli interrogativi da parte di Alessandro Zagni (Lega), che si chiede “come verrà declinato il resto del progetto. Vogliamo capire come verranno ricollocati e quale sarà il destino degli spazi che resteranno vuoti. A chi toccherà decidere? Il rischio è di trovarci con nuovi contenitori vuoti in centro storico”.

Molto positivo invece il giudizio della maggioranza, come ha evidenziato il capogruppo del Pd, Roberto Poli, nel proprio intervento: “La scelta dell’amministrazione dimostra una visione di città lungimirante, che pensa a corsi universitari che si inseriscono nelle specificità del territorio, sul filone liuteria/musica e agroalimentare” commenta. “Per cui credo che non sia tacciabile di esagerazione dire che stiamo vivendo un passaggio storico, quello che trasforma la città di Cremona attraverso corsi universitari appositamente pensati e studiati. va dato atto all’amministrazione di aver svolto iportante ruolo di regia e costruzione. Ma un ringraziamento anche alla fondazione Arvedi Buschini”.

!L’operazione rappresenta una iniziativa di sviluppo territoriale di grande valore pubblico per la promozione di un progetto di rifunzinalizzazione di un bene demaniale mediante i fondi per i lavori presso l’ex caserma Manfredini messi a disposizione dalla Fondazione Arvedi Buschini” ha commentato Galimberti, replicando poi alle perplessità dell’opposizione. “Noi vogliamo riempire di contenuti e di servizi i contenitori che rimangono vuoti.

E vogliamo valorizzare anche il ruolo della Fondazione Arvedi Buschini, che come altre nel nostro Paese non è solo ente finanziatore, ma anche di progettazione e co-progettazione. Il nostro compito è capire come si innestano queste peculiarità nella visione che di città che abbiamo, e trovare sinergie” conclude il primo cittadino. LaBos

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