Cronaca
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Vigili, abuso d’ufficio e falso
Comune responsabile civile 

Per il caso dei quattro agenti della polizia locale di Cremona accusati di falso ideologico e abuso d’ufficio, il giudice, relativamente al presunto arresto illegale di una donna da parte di due dei vigili finiti sotto indagine, ha accolto la richiesta dei legali della parte civile Marco Fantini e Alessandro De Nittis di citare il Comune di Cremona, nella persona del sindaco, come responsabile civile. “I fatti contestati”, hanno spiegato i legali, “sono stati commessi dagli imputati nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative quali agenti in servizio presso il Comune”. Chiesti 60.000 euro di risarcimento.

Il legale De Nittis

L’arresto illegale sarebbe stato operato dagli agenti Angelo Sorvillo e Marco Matteucci. La donna, che quel giorno era in stato di ebbrezza, dopo un litigio con il compagno aveva gettato fuori dall’abitazione alcuni attrezzi ed effetti personali dell’uomo. Alla richiesta di fornire le proprie generalità, aveva dato in escandescenze ed era quindi stata ammanettata e condotta al comando. Secondo l’accusa, però, il suo comportamento non avrebbe giustificato l’uso delle manette. 

Oltre che per Angelo Sorvillo, 33 anni, napoletano, sospeso dal servizio per sei mesi, così come deciso lo scorso febbraio dal gip Pierpaolo Beluzzi, e per il romagnolo Marco Matteucci, 33 anni, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio anche dei colleghi Paolo Villa, 48 anni, di Cremona, e Giacomo Matteo Trimarchi, 35 anni, lodigiano. I fatti contestati sarebbero stati commessi tra ottobre e novembre dello scorso anno. 

Fuori servizio, Sorvillo aveva filmato con il telefonino le auto in sosta vietata davanti ad una scuola materna, compilando i verbali per le sanzioni solo successivamente, una volta rientrato al lavoro. Così facendo, l’agente, che sul cruscotto dei mezzi non lasciava la multa, non dava l’opportunità, come invece vuole il regolamento, di contestare subito il verbale. E questo nonostante i possessori dei mezzi, tutti genitori che erano andati a prendere i loro figli a scuola, fossero presenti al momento delle riprese con il telefonino. Sorvillo, una volta rientrato in servizio, compilava la sanzione con la data del giorno in cui aveva effettuato il video e inviava i verbali per posta, lasciando a bocca aperta i possessori dei mezzi multati, costretti a dover pagare le spese di notifica. Sette coloro che si costituiranno parte civile. Tra loro c’è anche Raffaele Marongiu, ex comandante dei carabinieri del Nas di Cremona.

Il legale Fantini

La contestazione di abuso d’ufficio riguarda anche un’altra storia nella quale sono coinvolti anche Villa e Trimarchi: secondo le indagini, il 13 ottobre del 2020, su richiesta di Villa, gli agenti Sorvillo e Trimarchi avrebbero effettuato a titolo personale un accesso abusivo su accertamenti inerenti la residenza del vicino di casa di Villa per agevolare il collega in dispute di vicinato. Una volta all’interno dell’abitazione, Sorvillo aveva gettato a terra i documenti di identità richiesti al vicino che, insospettito dal quel comportamento insolito, aveva filmato l’accaduto. L’agente, inoltre, aveva portato via un mattarello da cucina, omettendo di verbalizzare sia il sequestro che l’attività svolta. Prima di andarsene, aveva anche fatto la multa per divieto di sosta a carico del vicino nonostante la sua auto fosse regolarmente parcheggiata.

 Se i quattro vigili andranno o meno a processo il giudice lo deciderà nell’udienza fissata il prossimo 15 settembre. 

Sara Pizzorni

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