Ambiente
Commenta

Tagli delle piante a rischio crollo:
si inizia da via Adda il 18 agosto

Immagini Francesco Sessa

Iniziano in piena estate i tagli delle piante a rischio caduta, annunciati dal Comune a metà giugno. Da dopodomani, 18 agosto, verranno abbattuti gli alberi di via Adda, una delle strade del quartiere Po interessate dai lavori appaltati da Aem: le altre saranno prossimamente via Serio, via Fulcheria e lo stesso viale Po. Da oggi in via Adda sono comparsi i cartelli di divieto di sosta. E con le segnalazioni sono iniziate anche le prime proteste dei residenti che si chiedono se fosse proprio necessario procedere in estate, il periodo in cui l’ombra dei tigli è particolarmente apprezzata.

Altre zone cittadine interessate agli abbattimenti sono le vie Aglio, Cimitero, Cipressi, Ippocastani, Marmolada e bastioni di Porta Mosa. L’elenco delle priorità è contenuto nello studio realizzato per conto del Comune dagli agronomi Miceli Solari sullo stato di salute del verde cittadino, che aveva evidenziato alcune situazioni di rischio per la pubblica incolumità. In quell’occasione sono state effettuate analisi visive con metodo VTA e, se necessario, integrate con un esame strumentale.

Sono poco meno di 200 le piante ad alto fusto che seguiranno la stessa sorte: 133 quelle censite in classe D, la peggiore; altre già morte da tempo.

“L’importante è procedere con gli abbattimenti prima che arrivi qualche grosso temporale”, afferma Marco Pagliarini, direttore di Aem. “Trattandosi di tagli e successiva rimozione delle ceppaie, il periodo estivo non è coitroindicato, mentre per le ripantumazioni bisognerà aspettare l’autunno o la primavera”: a questo proposito, l’appalto prevede già in parte la ripiantumazione almeno parziale delle piante destinate a scomparire; altre risorse saranno stanziate successivamente dal  Comune”.

Non è un caso che l’abbattimento parta dal quartiere Po: “Andrebbe ridisegnato tutto il verde di questo quartiere”, aggiunge Pagliarini. “Nelle vie indicate come prioritarie ci sono soprattutto tigli, che necessitano di una distanza di almeno 12 metri per potersi sviluppare correttamente e non rappresentare un pericolo con l’andare degli anni. Invece  troviamo distanze di 6 – 7 metri”.

“Decidere di abbattere un albero, anche quando è necessario, è sempre una scelta dolorosa”, dichiara l’assessore con delega al Verde Rodolfo Bona. “L’analisi svolta ci costringe a procedere perché questi alberi sono a rischio di crollo e questo costituisce un pericolo per l’incolumità delle persone e delle cose. La sicurezza deve venire prima di ogni altra considerazione. Ciascuno di noi ha ben presente quali siano i danni prodotti da eventi climatici particolarmente violenti registrati negli ultimi anni. Procederemo successivamente alla loro completa sostituzione con essenze adeguate. L’impegno dell’Amministrazione è inoltre quello di continuare con la creazione di nuovi boschi ed alberature, così da aumentare, nonostante questi necessari abbattimenti, il patrimonio arboreo cittadino”.

A seconda del giudizio degli esperti, nuove piante saranno piantumate nelle vie dove avvengono gli abbattimenti, ma seguendo criteri che rispettino tipologia di essenze e distanze; quelle che non troveranno spazio nello stesso sito andaranno a compore alberature verdi in altre zone della città.  “Piante che necessitano di ampi spazi ma che si trovano troppo ravvicinate si ammalano più velocemente”, affema l’assessore che, a proposito delle ceppaie, precisa: “E’ vero, ne sono rimaste in diverse zone della città, ma verranno estirpate solo appena prima che vengano fatte le nuove piantumazioni. Toglierle in anticipo e lasciare quindi l’avvallamento nel terreno, rappresenterebbe un pericolo”.

Giuliana Biagi

 

© Riproduzione riservata
Commenti