Cronaca
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Due nuclei famigliari afghani
ospiti della Caritas a Cremona

L'accoglienza dei Profughi gestita dalla Croce Rossa Italiana negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino

Sette persone di nazionalità afghana sono attese in queste ore a Cremona, nell’ambito della distribuzione sul territorio nazionale del contingente di circa 5000 profughi arrivati attraverso il ponte aereo organizzato dallo Stato italiano. Ad accoglierli sarà la Caritas attraverso il direttore don Pier Codazzi. La struttura diocesana che si occupa di migranti ha messo a disposizione della Prefettura 8 posti complessivi in questa prima fase. Non è noto se le sette persone, appartenenti a due nuclei famigliari distinti, saranno  ospitate presso la casa dell’Accoglienza di via Stenico oppure presso una delle altre strutture di accoglienza straordinaria gestite direttamente dalla Caritas. La situazione è in continua evoluzione.

Come spiegano dalla Prefettura, altri arrivi sono previsti in settimana per un totale di circa 20 persone distribuite su tutto il territorio provinciale.

Già qualche settimana fa il prefetto Vito Danilo Gagliardi aveva chiesto ai sindaci dei comuni cremonesi di comunicare le  disponibilità di alloggi entro il 10 ottobre, segno che la necessità di reperire spazi abitativi non si esaurirà molto presto.  La gestione delle varie situazioni sarà poi affidata ai partner (perlopiù cooperative) del sistema di accoglienza della Prefettura o ai gestori dei Centri di accoglienza straordinaria che operano nel settore dei richiedenti asilo e protezione internazionale.

I profughi al loro arrivo in Italia erano stati smistati tra i vari centri operativi nazionali gestiti dalla Croce Rossa lungo la penisola, tra cui ad esempio quello di Avezzano in Abruzzo dove fino a qualche giorno fa erano alloggiate 1200 persone tra cui i “cremonesi” Loqman Niazai e Ramazan Ahmadzai con le loro famiglie. Qui hanno ricevuto una prima accoglienza, sanitaria e psicologica, per poi essere trasferiti in alberghi o alloggi per soluzioni più a lungo termine. La struttura commissariale nazionale  fornisce inoltre le vaccinazioni anti Covid per coloro che non l’avevano eseguita in Afghanistan. g.biagi

 

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