Cronaca
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Tutto il mondo politico cremonese
per l'estremo saluto a Davide Viola

Foto Sessa

Una vera e propria folla quella che ha perso parte ai funerali di Davide Viola, sindaco per diversi mandati a Gadesco Pieve Delmona e poi presidente della Provincia, celebrati questo pomeriggio dal vescovo Napolioni nella parrocchiale del paese.

Una perdita dolorosa in primis per la famiglia (tra cui la sorella, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cremona Rosita Viola), per la moglie Claudia, per i figli Federico, Francesca, Alessandra, per la mamma Gabriella, per il fratello Cristian. Ma anche per i tanti amici e colleghi che hanno voluto portargli l’estremo saluto, politici e amministratori della vecchia e della nuova guardia.

Il vescovo, nella sua omelia, ha tratteggiato la figura di Davide Viola, un uomo che si è impegnato a 360 gradi nel lavoro di amministratore, ma anche negli affetti della sua famiglia. “Oggi risplende la storia breve e intensa del nostro caro Davide” ha detto il vescovo, riferendosi a Davide come a uno degli “uomini buoni, in ascolto dello spirito, generosi del tempo, dell’intelligenza e della loro stessa salute, che rispondono cosi alla chiamata del Signore”. Perché “quando si è scelti dalle comunità è la volontà stessa di Dio che ci impegna e Davide ha risposto a questa chiamata, senza però trascurare la famiglia”. Ed è in chi lo aveva a cuore, nei suoi figli, che rimangono “la sua eredità, il suo volto, la sua educazione. Segno di quanto amore è stato seminato e di quanto bisogna averne cura”.

E’ toccato poi al suo fraterno amico, l’ex sindaco di Persico Dosimo, Fabrizio Superti, rispettare una delle volontà del defunto, ossia di ricordarlo nel giorno del suo ultimo saluto. “Un mese fa eravamo insieme in montagna. Poi, a inizio settembre, mi ha mandato un messaggio che mi ha raggelato, in cui mi ha chiesto di salutarlo quando fosse giunta l’ora”. “Davide – ha detto poi commosso Superti -, hai combattuto una lunga battaglia contro un nemico spietato e feroce. Ma il nemico non si è preso la parte più importante, la tua personalità”.

Una personalità che lo ha fatto vivere a pieno ogni suo giorno, mettendolo al servizio della sua comunità, come ha dimostrato la partecipazione con cui centinaia di persone sono accorse per dirgli addio. “Un’onda di emozioni si è sollevata da ogni angolo della provincia e si testimonia nella folla che ora è qui” ha proseguito Superti. “Sei stato un umile e prezioso servitore delle istituzioni. Ti definivi un povero ragazzo di campagna ma sei entrato nella storia della tua comunità”.

All’uscita del feretro i sindaci del territorio, con le fasce tricolore addosso, si sono solennemente schierati per porgere l’estremo addio all’indimenticato collega.

Laura Bosio

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