Economia
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"Food & Science Festival", la scienza
come guida verso un cambiamento

Lo scorso fine settimana Mantova è stata teatro della quinta edizione della rassegna che promuove dibattiti intorno ai temi dell'agricoltura, della ricerca e del cibo

Lo scorso fine settimana si è svolta a Mantova la quinta edizione del “Food & Science Festival”. Un appuntamento che si è ormai consolidato a livello nazionale e che richiama visitatori da tutta Italia ed ha un carattere che si potrebbe definire straordinario. Per almeno due ragioni: la prima è che si tratta di un “festival” di matrice agricola, ma che a differenza di quelli classici, come le fiere o le rassegne specializzate in agricoltura, non mette in mostra, non promuove e non vende nulla di tangibile. Come salumi, formaggi, vino, dolci o altro. O meglio, ci sono, ma ne beneficiano negozi e botteghe del centro città. A differenza di queste, il Festival di Mantova promuove la scienza, la ricerca, la necessità di scoprire, di essere curiosi, di farsi delle domande su temi che spesso diamo per scontati o che si è portati a sottovalutare: le connessioni tra agricoltura, scienza e cibo. Il che include anche società ed economia.

L’agricoltura è infatti uno dei maggiori campi di interesse della ricerca applicata con la finalità di fornire materie prime per la produzione di alimenti sani, nutrienti, di buona qualità e a prezzi accessibili. Il messaggio che emerge dai tre giorni della rassegna mantovana è proprio quello della necessità di fare riscoprire al grande pubblico questi valori, che sembrano essere stati dimenticati, sommersi dalla grande disponibilità di cibo, promozioni commerciali, diete miracolose, falsi miti e fake news.

Ma che invece i giovani sembrano avere riscoperto, o che stiano per riscoprire, e qui siamo alla seconda ragione straordinaria che sorpreso i visitatori: i giovani. Una moltitudine di giovani che ha affollato per tre giorni il cento di Mantova e popolato intensamente tutti gli eventi presentati, e sono stati una cinquantina. E in tutti questi hanno partecipato attivamente, sono intervenuti e hanno posto questioni intelligenti, finalizzate a capire cosa c’è dietro la produzione di cibo: gli sforzi di agricoltori, allevatori, industria e cooperazione della trasformazione, distribuzione, produzione di rifiuti, solidarietà alimentare, ma anche ricerca e innovazione applicata per migliorare le condizioni nutrizionali e di vita dei cittadini.

Nei circa cinquanta incontri programmati dagli organizzatori si è parlato di tutto ciò che ruota intorno all’agricoltura, non solo produzione e nuove tecnologie per addetti ai lavori, ma anche rispetto ai temi più caldi e sentiti da parte della società come le connessioni tra agricoltura, ambiente, necessità di conservare i fattori di produzione, il clima ed i suoi mutamenti, le responsabilità di ciascuno e le possibilità di incidere in modo significativo verso cambiamenti di abitudini, stili di vita e modi produrre.

Ma lo si è fatto con metodo: mettendo insieme, e facendo dialogare le varie componenti. Dando numeri e certezze scientifiche, non opinioni o peggio credenze, su cui fondare il prossimo futuro che deve legare tutte le componenti della società.

La scienza, la ricerca e l’innovazione, di cui ciascuno deve essere consapevole e coinvolto per il proprio ruolo nella società, ci devono guidare nella transizione verso il cambiamento possibile. In questo contesto l’agricoltura può avere un ruolo fondamentale non solo per la produzione di alimenti ma anche per tutte le connessioni con tutto il resto della società. Ma è un ruolo che deve essere riconosciuto e sostenuto da tutti, politica e aziende di trasformazione e commercializzazione di alimenti incluse, moralmente ed economicamente. Al di là di mode ed interessi commerciali. red.agr.

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