Cultura
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Mostra antologica di Giorgio
Facciocchi a Palazzo Duemiglia

S’inaugura sabato pomeriggio alle ore 18 (ingresso libero con Green pass) a Palazzo Duemiglia la mostra “Dal reale all’immaginario” che vuole rendere omaggio a uno dei più talentuosi artisti cremonesi del secondo Novecento. Si tratta di Giorgio Facciocchi, nato a Casalbuttano nel 1945 e scomparso ad Acqualunga Badona, dove viveva, nel 2009.

L’esposizione, realizzata con il patrocinio e la collaborazione dell’amministrazione comunale, era stata rimandata a causa della diffusione della pandemia. Allievo del maestro Vittorio Trainini, l’artista perfeziona la propria tecnica esecutiva frequentando le lezioni di disegno dell’Accademia Milanese ’3A’, anche se si può considerare fondamentalmente autodidatta in quanto è riuscito a proporre un modus operandi connotato da una precisa cifra stilistica ed esecutiva alquanto personale.

«Sin dagli esordi – spiega il curatore, Simone Fappanni – la sua esperienza creativa, complici le suggestioni provenienti dai miti e dalle leggende, ma anche dei testi biblici e di quelli danteschi, letti come l’epica con uguale trasporti, si orienta verso misure espressive che si muovono dal fantastico al surreale e dal fabulistico all’immaginario puro. E infatti la sua pittura si nutre di queste suggestioni per dare vita a quadri in cui la dimensione strettamente razionale viene progressivamente abbandonata fino a diventare essenza, come negli ultimi lavori ad acquerello ove l’immaginario prende vita in opere di schietta intonazione astratto-informale.

Tuttavia, la pittura più matura e distintiva di Facciocchi è quella che guarda alla surrealité come a uno spazio in cui la fantasia può avere la massima espressione, ponendo l’una accanto all’altra figure e ambientazioni che promanano un intenso senso di mistero di voluta indeterminatezza, a volte anche di sogno. Anche se, va riconosciuta a Giorgio una spiccata propensione per una traduzione assolutamente fedele ai testi biblici di temi legati al sacro, sia in opere da cavalletto sia in altre di maggiore ampiezza, come le tante cappelle votive e le santelle riccamente affrescate in vari paesi della provincia.

Di ancora maggiore impegno è il ciclo che decora la Chiesa di Santa Maria di Fatima a Bacedasco Basso, in provincia di Piacenza. Senza dimenticare le tele della Via Crucis, dipinte a olio per la chiesa del paese in cui ha trascorso molti anni e in cui aveva aperto il proprio atelier. Dopo la prima personale, nel 1965, si sono succedute numerose esposizioni sia in Italia, fra cui Cremona, Venezia e Milano, che all’estero, specialmente a Londra».

L’antologica comprende una quarantina di lavori scelti con la collaborazione dei familiari e consente di apprezzare il talento cristallino di un autore che ha lasciato un’eredità artistica rilevante. L’esposizione è accessibile da martedì a sabato dalle 14,30 alle 17.

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