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Sanità ospedaliera, Marchi: "Un
disastro, nel silenzio della politica"

“Perché si sta depotenziando la Breast Unit di Cremona e la politica non fa nulla?”: pesante j’accuse da parte del sindaco di Gerre de’ Caprioli, Michel Marchi alla politica locale, nel mese della prevenzione del tumore al seno. Politica che in questi giorni ha manifestato “espressioni di sostegno, quasi necessarie per una sensibilizzazione forte e giusta”, ma che spesso, forse, non collimano con la realtà dei fatti.

“Che cosa sta succedendo alla breast unit di Cremona?” si chiede il sindaco. “La Politica locale non può non sapere, per esempio, che ad agosto hanno abbandonato l’ospedale 3 radiologhe di senologia lasciando, di fatto, il reparto sguarnito e inesperto e oggi per prenotare una mammografia, anche per i pazienti che devono sottoporsi all’esame per problemi già insorti, devono attendere mesi, mesi e ancora mesi”.

Non è tutto: “la previsione della Direzione pare essere quella di non investire più su questo reparto, andando progressivamente a depotenziare anche la radiologia, l’oncologia e la chirurgia…”. Decisioni che rischiano di diventare pericolose, “in una delle aree storicamente e numericamente con un tasso di tumori tra i più alti in Italia ed Europa. E nonostante la prevenzione su questo genere di tumori abbia dimostrato effetti positivi maggiori di ogni altro intervento”.

Nel frattempo alle pazienti non resta che “rivolgersi al privato, che continua la sua marcia all’ingrasso, visto che neanche nella riforma della Legge 23 si è riusciti ad obbligarli anche alle prestazioni meno remunerative” attacca ancora Marchi.

Ma la questione non finisce qui, in quanto i problemi sono molti altri, come ad esempio “il reparto di semi-intensiva Covid, per il quale l’ospedale ha preso i fondi e forse vedrà la luce tra due anni (quando dovrà traslocare nel nuovo ospedale). O parliamo dell’Unità complessa di ostetricia e ginecologia all’Oglio Po chiusa dal venerdì sera al lunedì mattina, che contro la Legge non pratica l’interruzione volontaria di gravidanza ai sensi della 194”.

La questione del nuovo ospedale è un altro tema su cui si dovrebbe dibattere: “è una scatola vuota… magari anche bella… ma vuota. Senza una logica di servizio pubblico. Un ospedale dove il personale sarà magari per la maggiore proveniente dal privato, come già sta succedendo con l’esternalizzazione delle OSS. Rimane aperto il dibattito se sia già stata prevista la nuova “area relax” a servizio del Direttore Generale.

E la politica che fa? Sicuramente molte foto e proclami… come è già successo per la Terapia Intensiva Neonatale, regalata di fatto al Privato bresciano. In un contesto dove altri territori (Città di Rho) sono riusciti, la politica e i cittadini insieme, a vincere contro le scelte scellerate di Regione Lombardia.

Ma per il resto nulla si muove. Silenti ad un processo di privatizzazione avviato da tempo, disastroso per i cittadini. La politica si spogli delle comodità del palazzo, torni in strada a manifestare con le forze sindacali per esempio, per dire che il territorio cremonese è stanco di essere svenduto e che la nostra salute non è merce di scambio. Basta con i compromessi.
Come diceva il compianto Gino Strada, è il momento di cambiare nome al Ministero e chiamarlo Ministero della salute Pubblica”.

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