Cronaca
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Asst Cremona: sono 17 i dipendenti
sospesi per mancata vaccinazione

Si sono ridotti da 44 a 21 i dipendenti dell’Asst di Cremona non in regola con l’obbligo vaccinale come prevede la norma in vigore dal 1 aprile: hanno cioè provveduto a mettersi in regola dopo aver ricevuto l’avviso di accertamento da parte del datore di lavoro. Il numero di coloro che proprio non intendono effettuare la vaccinazione e accettano di essere sospesi senza stipendio, è di 17. Sono questi i dati diffusi dall’ultimo report dell’assessorato al Welfare di Regione Lombardia datato 15 ottobre, che  evidenzia  come nei presìdi sanitari di Cremona e Casalmaggiore ci sia stata una sostanziale accettazione della disposizione di legge.

Sempre all’interno della stessa Asst cremonese, che gestisce l’ospedale di Cremona, quello di Oglio Po e gli ambulatori connessi, sono tre i dipendenti che non hanno fornito motivi validi per la mancata vaccinazione, usufruendo quindi dell’esenzione; altri 3 si sono dimessi o sono andati in pensione.

Per nessuno dei 44 che hanno ricevuto l’accertamento è stato disposto un cambio di mansione, possibilità contemplata dalla norma.

Lo stesso report regionale illustra anche la situazione dell’Asst di Crema: 12 gli accertamenti inviati al personale dipendente, 8 persone si sono poi regolarizzate mentre per 3 è arrivata la sospensione; una persona è estentata dalla vaccinazione.

Le cose stanno diversamente nella vicina Mantova, la cui azienda ospedaliera fa parte della stessa Ats Valpadana: ben 123 i dipendenti che hanno ricevuto l’accertamento di mancata vaccinazione e 47 le sospensioni effettuate. 24 gli esonerati  e 48 quelli riammessi per avvenuta vaccinazione.

Sono 1.260 i sanitari dell’Ats Valpadana, tra medici, infermieri, operatori socio sanitari, che non hanno ancora ricevuto la vaccinazione antiCovid; per 765 di loro sono ancora in corso gli accertamenti dell’Ats, visto che potrebbero avere effettuato la vaccinazione negli ultimi giorni; i restanti 495 sono operatori che hanno evidentemente accettato il fatto di essere sospesi o destinati ad altri incarichi. Si tratta in maggioranza di personale del comparto sanitario, ossia infermieri ed operatori socio sanitari: 212 appartenenti a strutture pubbliche, 247 al privato convenzionato. 34 invece i medici nel primo settore e altrettanti nel secondo. gbiagi

 

GLI ATTI DI ACCERTAMENTO DEL PERSONALE SANITARIO IN REGIONE LOMBARDIA (aggiornamento 15 ottobre)

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