Ambiente
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Nuove piante in città: Aem
mette sul piatto 400mila euro

La rimozione delle ceppaie in via Serio

Dopo i tagli delle piante che tanto clamore hanno suscitato tra agosto e settembre, arrivano ora le prime azioni concrete per la posa di nuove essenze in varie zone di Cremona.
Aem ha aperto una procedura pubblica per la stipula di un accordo quadro con tre operatori, per la fornitura e la messa a dimora di alberi, invitando le ditte interessate a presentare le loro offerte entro il 3 dicembre prossimo: l’importo base è di poco meno di 400mila euro.
Il capitolato prevede anche la manutenzione per due anni, con garanzia dell’attecchimento, un particolare non da poco visto che una delle critiche mosse più spesso dai residenti al Comune è che non sempre le nuove piante riescono a ricreare l’ambiente che c’era prima degli abbattimenti.
Molto dettagliati i termini dell’acquisto: pur non essendo specificate le tipologie delle essenze, ne vengono definite le caratteristiche. Ad esempio dovranno avere fusto di almeno 10 – 20 cm di diametro, chioma a forma libera e correttamente ramificata e l zolla dovrà avere una dimensione pari a 10 volte il diametro del tronco. Nei patti che l’aggiudicatario dovrà sottoscrivere sono anche specificate le condizioni per le quali una pianta non si considera attecchita e dovrà quindi essere sostituita entro il mese di settembre dell’anno successivo.
Dunque si vedono i primi esiti del passaggio della gestione del verde ad Aem, che sta investendo molto su questo capitolo. Nei mesi scorsi ad esempio ha affidato una consulenza per nuove perizie sullo stato di salute delle piante cittadine, per un valore di 30mila euro, allo studio dell’agronomo torinese William Roca.

Le linee guida redatte dallo studio Solari e Miceli, lo stesso che ha determinato gli abbattimenti della scorsa estate, suggerivano di reimpiantare alberi di alto fusto, a rapido accrescimento e raccomandavano “di sostituire gli alberi abbattuti con esemplari della stessa classe di grandezza delle piante eliminate, compatibilmente con la presenza di eventuali ostacoli al regolare accrescimento dell’apparato radicale, del fusto e della chioma”.
In linea di massima si consigliava di “mettere a dimora piante appartenenti alla stessa specie di quelle abbattute, ma caso in cui sussistano limitazioni si dovrà valutare, caso per caso, la specie da mettere a dimora selezionando tra quelle adattabili al contesto”. gbiagi

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