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M5S: "No al TiBre, al bacino padano
serve un commissario per la salute"

Un secco no al revival del Tibre, il collegamento autostradale tra le province di Parma e Verona di cui si parla da trent’anni, arriva oggi dal Movimento 5 Stelle a seguito della sollecitazioni dei presidenti delle province coinvolte (oltre alle citate, anche Cremona e Mantova) affinchè l’infrastruttura venga finalmente realizzata (leggi qui: Appello per il Tibre autostradale
, anche Cremona tra i promotori).

“Un inspiegabile spreco lungo oltre 80 km dal costo di circa 3 miliardi e che porta con sé, come un cavallo di Troia, anche l’autostrada Cremona-Mantova”, commentano i consiglieri regionali di MgS, tra cui Marco degli Angeli. “Proprio quell’autostrada con un buco da 1 miliardo in partenza, i soldi per la tratta di 8 km del TIBRE in comune alle due opere”.

“Davanti agli obiettivi di transizione ecologica, i quattro presidenti di Provincia, supportati dai portavoce nominati nel Partito Unico del cemento e delle visioni anni ‘80, si trovano tutti insieme appassionatamente a difesa e sostegno di tre opere miliardarie: la Mantova-Cremona, la Tibre e la Cispadana, ciascuna delle quali sottrae 10 volte più suolo rispetto a raddoppi o potenziamenti ferroviari, peggiorando l’impermeabilizzazione del suolo e facilitando l’isolamento dei Territori”.

“Con il PNRR abbiamo la possibilità di implementare importantissimi raddoppi ferroviari e sviluppare un nuova modalità di trasporto merci che liberi finalmente le nostre strade dalle migliaia di TIR che oggi rendono pericolose e intasate le arterie stradali”

Tra le opere che invece andrebbero incoraggiate, i 5 stelle sostengono “il raddoppio completo della ferrovia Codogno Mantova, il raddoppio della ferrovia fra Verona, Mantova e Modena (sempre bloccato per lasciare pedaggi alla A22 che si vuole trasformare in cassaforte di opere inutili prima di farla fallire), l’elettrificazione della Brescia Parma e il relativo completamento del Tibre Ferroviario fino al Tirreno. La Cispadana ferroviaria con il doppio binario da Parma a Suzzara a Rovigo. Il potenziamento della linea ferroviaria Cremona, Crema, Treviglio, Milano. La metropolitana leggera da Paullo. La riqualificazione è velocizzazione della SS10, la tangenzialina di Casalmaggiore, la tangenziale di Goito e altre piccole bratelle per liberare dal traffico i centri abitati e da mettere in sinergia, per le merci con la logica dell’ultimo miglio stradale, complementare i raccordi ferroviari. E non ultimo un piano per i ponti del Po, ecco le grandi opere necessarie per le nostre province”.
“Non è costruendo nuove cattedrali nel deserto come la Brebemi, per il decimo anno consecutivo in bilancio passivo, 96 milioni nel 2020, 382 milioni in 10 anni, che si rilanciano i territori”, afferma il Movimento che, dopo aver ricordato l’alto tasso di inquinamento del bacino padano, conclude preannunciando una lettera a Draghi: “Scriveremo presto al Premier chiedendo tutela del bacino padano così ricco ma fragile, dove da 5mila anni si produce il cibo per l’intera Italia e oltre e che da 5 anni a questa parte vede un deterioramento di suoli, falde e aria con una progressiva desertificazione ed eutrofizzazione. Chiederemo la nomina di un commissario alla tutela ambientale e sanitaria del bacino Padano. La logica dei Governatori ha fallito e questa richiesta di costruire la Tibre autostradale è l’ennesima prova di miopia, frammentazione e scarsa autonomia decisionale, mancato ascolto dei territori.”

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