Economia
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Lavoratori igiene ambientale
in sciopero oggi 8 novembre

Giornata di sciopero oggi 8 novembre per i lavoratori del settore Igiene ambientale delle sigle FP CGIL, FIT CISL, UIL Trasporti, e FIADEL. Questa mattina si è tenuto un presidio di fronte al Centro Servizi Lgh di via Postumia, dopo il fallimento degli incontri per il rinnovo contrattuale su scala nazionale.

Organizzazione del lavoro, sicurezza, orario settimanale, aumento del lavoro part time; diminuzione salariale che comporterebbe l’adozione del contratto muliservizio: questi alcuni dei temi su cui le posizioni di sindacato e organizzazioni datoriali non c’è accordo.

“Lavoratrici e lavoratori – affermano i sindacati –  non meritano un atteggiamento di chiusura e poco sensibile, da parte delle associazioni datoriali pubbliche e private, senza neanche considerare l’abnegazione e lo spirito di sacrificio dimostrato specie nel periodo di emergenza pandemia. Durante l’ultima trattativa sono state chieste maggiori garanzie contrattuali e tutele collettive che rispondessero seriamente ai fabbisogni e le esigenze reali di tutti i territori, invece sono state accusati dei pregiudizi di fatto ed una serie di incresciosi mutamenti organizzativi e gestionali. Le rappresentanze sindacali hanno rivendicato, e continueranno a farlo nelle successive azioni di lotta che saranno intraprese, un CCNL unico e di filiera attraverso l’allargamento del campo di applicazione verso gli impianti di riciclo, un rafforzamento delle relazioni industriali attraverso un sistema maggiormente partecipativo dei lavoratori, l’evoluzione delle condizioni di lavoro per tutelare la salute degli operatori, lo sviluppo delle norme sul mercato di lavoro e dei processi di formazione continua, un miglioramento armonico della classificazione del personale, il perfezionamento degli articoli contrattuali relativi ai lavoratori degli impianti, l’esigibilità contrattuale della clausola sociale ed infine un accordo economico che non tenga conto solo delle percentuali inflattive e che sviluppi maggiormente il welfare contrattuale e le varie indennità”.

“Scenderemo ancora in piazza, a Cremona e a Crema, al fine di lanciare il nostro grido di allarme, sensibilizzando autorità politiche ed istituzionali, affinché vi siano risposte all’altezza delle nostre rivendicazioni e secondo l’obiettivo di giuste tutele per il lavoro ambientale che è un servizio essenziale che versa inevitabilmente condizioni critiche”.

 

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