Cronaca
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Ammazzò la madre. Conferito
l'incarico per perizia psichiatrica

Il giudice Pierpaolo Beluzzi ha conferito l’incarico agli psichiatri bresciani Giacomo Filippini e Sergio Monchieri che dovranno effettuare una perizia su Younes El Yassire, il 35enne marocchino accusato dell’omicidio della madre Fatna Moukhrif, 54 anni, compiuto lo scorso 23 settembre nella loro abitazione di via Panfilo Nuvolone. Gli esperti nominati dal giudice, ai quali si affiderà anche l’avvocato Santo Maugeri, difensore del 35enne, si sono presi 60 giorni di tempo, con inizio delle operazioni fissato per il 25 novembre.

I periti dovranno verificare la capacità di intendere e di volere del 35enne, la sua capacità di partecipare al processo e la sussistenza della pericolosità sociale.

La vittima

Gli esperti, così come richiesto dai quesiti, dovranno dire se il marocchino, al momento della commissione dei fatti, era capace o meno di intendere e di volere, e in caso affermativo, “precisare il rapporto tra l’infermità accertata, la genesi e la dinamica della condotta, e se il quadro psicopatologico riscontrato sia eventualmente incompatibile con il regime detentivo in corso”.

I due psichiatri dovranno anche stabilire se “il suo stato mentale sia oggi, per infermità, tale da impedirne l’attuale cosciente partecipazione al procedimento, specificando, in caso di accertata incapacità, se la stessa debba ritenersi reversibile o irreversibile, ed in base a quali fattori di natura clinica”. Inoltre dovranno specificare “quali sono gli attuali indicatori di infermità che possono agire sulla possibilità che commetta altri fatti previsti dalla legge come reato, tenuto conto delle sue condizioni di vita individuale, familiare e sociale”. Infine riferire se, “allo stato, sia da ritenersi socialmente pericoloso”, e se sì, di indicare il luogo idoneo e le cure da seguire.

“Sono posseduto”, aveva confidato il marocchino al suo avvocato, attribuendo questa condizione all’abbandono della moglie, che nel 2018 lo aveva lasciato tornando in Marocco con il loro figlioletto, scatenando in Younes la depressione, ma anche alla morte del fratello Amine, deceduto nel 2016 dopo essere precipitato da una finestra dello stesso appartamento del quartiere Cambonino.

Dopo la partenza della moglie, il 35enne, ex muratore, era tornato a vivere con i genitori e l’altro fratello, ma con la madre avrebbe avuto rapporti difficili, particolare che però Younes nega, sostenendo di aver sempre avuto buoni rapporti con entrambi i genitori. Per la procura, invece, lui avrebbe continuamente chiesto alla madre del denaro, mentre lei lo avrebbe accusato di sperperare la sua pensione di invalidità. Sarebbe questa una delle motivazioni portanti della lite scoppiata tra i due nella tarda mattinata di giovedì. Prima un’accesa discussione, poi le botte e infine le coltellate. La donna, con il volto tumefatto, era stata trovata cadavere dal marito appena rientrato dal lavoro di ambulante al mercato. Younes, in fuga, era stato ritrovato la stessa sera dalla polizia. Il 35enne si trova detenuto nel carcere di Pavia.

Sara Pizzorni

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