Cultura
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San Domenico da riscoprire
Ecco il quadro donato al Museo

Verrà presentato dopodomani 16 dicembre alle 17,30 lo speciale allestimento nella sala delle Colonne del Museo Civico, con al centro il dipinto “San Domenico in atto di recuperare dalle acque un ostensorio gettatovi da un miscredente”, opera di Carlo Preda donata dall’Associazione Amici del Museo. L’opera, modello per una grande tela ora dispersa, già esistente nella distrutta chiesa di San Domenico, rimarrà esposta fino al 9 gennaio 2022 e verrà successivamente collocata nella Sala della Pinacoteca che già ospita tele provenienti dal san Domenico.

“Dopo la pausa forzata determinata dalla pandemia, quest’anno ritorna un appuntamento entrato ormai nella tradizione dell’attività del Museo Civico “Ala Ponzone” durante il periodo natalizio: lo speciale allestimento nella Sala delle Colonne destinato a mettere in risalto un’opera quale omaggio alla città”, afferma l’assessore ai Sistemi Culturali Luca Burgazzi. Un appuntamento da non perdere per tutti coloro che, nei giorni che precedono e seguono il Natale, vorranno ammirare in anteprima questo quadro che, grazie alla generosità degli Amici del Museo, va ad arricchire il patrimonio di una delle principali istituzioni culturali cittadine”.

Come si legge nella scheda di presnetazione dlel’opera, all’interno della grande chiesa dei Domenicani la cappella di San Domenico era quella a destra dell’abside. Al momento della soppressione del convento presentava nella cupola una Gloria di san Domenico dipinta a fresco da Robert de Longe negli ultimi anni del Seicento.
Altre due storie domenicane dello stesso pittore erano state affrescate nei due lunettoni delle pareti laterali. La parete di fondo ospitava una statua del santo in una nicchia scavata nel muro che era però normalmente occultata dalla tela col Miracolo di Soriano di Stefano Lambri.
Sulle due pareti laterali si trovavano, a destra il telero di Carlo Preda oggetto della presentazione e a sinistra quello di Francesco Boccaccino con San Domenico scaccia i demoni.
Perduti gli affreschi del De Longe con la distruzione della chiesa e dispersi gli arredi mobili salvo la tela del Lambri che è ora in Pinacoteca,
dei due teleri del Preda e del Boccaccino si sono perse le tracce.
L’analisi stilistica della tela sembra confermare una datazione della stessa agli anni finali del XVII secolo o agli inizi del successivo.

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