Cronaca
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Duello "rusticano" tra vicini: non
passa la legittima difesa. Condanna

Dal reato di lesioni aggravate, il pm aveva chiesto l’assoluzione in quanto l’imputato aveva agito per legittima difesa, ma il giudice non ha accolto la richiesta, emettendo una sentenza di condanna a dieci mesi di reclusione, pena sospesa, e disponendo, come risarcimento alla parte civile, una provvisionale di 2000 euro.

La vicenda risale al 3 ottobre del 2017 e ha visto fronteggiarsi in un vero e proprio “duello rusticano”,  Max e Andrea, due vicini di casa con alle spalle anni di dissapori e incomprensioni per questioni condominiali. In quei giorni, in particolare, Andrea, l’imputato,  non avrebbe pagato 300 euro per le spese della luce, non rispondendo alle numerose richieste di pagamento da parte di Max, che amministrava il condominio. Andrea, per di più, avrebbe stracciato l’ennesima convocazione scritta che Max gli aveva lasciato nella buca delle lettere.

Quel giorno i due avevano avuto un’accesa discussione dal videocitofono dell’ingresso del condominio. Andrea stava uscendo con la macchina e Max, da casa, lo aveva visto. Al videocitofono i due si erano lanciati la sfida. “Si erano promessi di battersi in un vero e proprio duello rusticano privo di regole”, ha spiegato l’avvocato di parte civile. Max, che a suo tempo aveva patteggiato per lo stesso reato commesso contro il vicino, oggi invece chiedeva i danni per le lesioni subite.

Quattro anni fa Max si era armato di una mazza da baseball ed era sceso ad affrontare il vicino, che era in cortile in procinto di uscire con l’auto. Dalla macchina, Andrea aveva preso un ombrello, tenendolo per la punta e mostrando al vicino la parte con il manico. “Il mio cliente”, ha detto nella sua arringa l’avvocato di parte civile, “ha visto l’imputato prendere qualcosa dall’auto, così aveva cercato la mazza”.

Tra i due c’era stata una colluttazione nella quale entrambi erano rimasti feriti. “Max è stato colpito alla tempia e all’occhio sinistro e ha dovuto subire due operazioni agli occhi”, ha spiegato il suo legale, “senza contare i danni psicologici e il fatto che poi ha dovuto cambiare casa. L’imputato ha accettato il duello e si è armato invece di andare via con la macchina. Ha preso l’ombrello impugnandolo con due mani e si è diretto verso il mio cliente con la chiara volontà di affrontarlo”.

Per l’avvocato difensore, invece, “l’imputato ha agito per istinto di difesa, essendosi visto il vicino procedere verso di lui armato di mazza con atteggiamento aggressivo e con la volontà di passare alle vie di fatto. E’ Max che ha dato inizio all’aggressione fisica, e l’imputato, davanti all’imprevedibilità di quella reazione, ha cercato qualcosa con cui difendersi, trovando l’ombrello nel bagagliaio. Lo ha preso apposta dalla punta proprio per evitare di fare male”. Una tesi, quella della difesa, condivisa anche dal pm.

Nel processo, come imputata c’era anche la moglie di Andrea, lei accusata di violenza privata per aver parcheggiato la propria auto davanti al cancello dell’abitazione di Max, precludendogli la possibilità di uscire con la sua auto per raggiungere il pronto soccorso. Il giudice l’ha assolta “perchè il fatto non sussiste”. Secondo quanto sostenuto dalla difesa, la moglie, arrivata dopo che i due si erano affrontati, non sapeva nulla dell’accaduto. Il suo solo pensiero era quello di soccorrere il marito”.

La motivazione della sentenza sarà depositata entro 60 giorni.

Sara Pizzorni

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