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Anniversario morte Stradivari,
un sabato ricco di eventi

servizio di Federica Priori

Poco si sa sulla nascita di Antonio Stradivari, mentre è documentata la morte il 18 dicembre 1737. Nella ricorrenza, sabato, il Museo del Violino di Cremona celebra il grande liutaio con un ricco programma di eventi.
ore 12- Auditorium Giovanni Arvedi
audizione speciale Cremona 1961-2021, violino Antonio Stradivari Cremonese 1715  –Sofia Manvati
Esattamente sessant’anni fa, il 18 dicembre 1961, un dispaccio da Milano diede un annuncio importante e definitivo: “dalle ore 20 a tutti gli effetti di legge Cremona possiede uno Stradivari”. Subito un atto denso di significato: il violino, conosciuto da sempre come Joachim, cambiò nome. Chiamato Cremonese divenne il simbolo della Città.
All’epoca l’acquisto fu approvato dopo che lo strumento fu suonato da Giulio Franzetti, prima parte dell’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala. Si dichiarò entusiasta.
Sabato sarà affidato, per una audizione dal senso davvero speciale, a Sofia Manvati, uno dei migliori talenti formati al Conservatorio Monteverdi di Cremona e ai Corsi di Alto Perfezionamento dell’Accademia Walter Stauffer.
In una lettera del settembre 1959, Alfredo Puerari, direttore del Museo Civico e Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo, principale promotore dell’acquisto dello strumento, scriveva al maestro Sacconi: “Vorrei che Cremona avesse un violino di Antonio Stradivari e che il Museo Stradivariano fosse tale non solo di nome, ma di fatto. Tutto questo non tanto per la curiosità del turista, ma perché fosse possibile, in Cremona, ascoltare la voce di un violino Stradivariano. Voglio uno Stradivari che suoni ancora”. Nel Museo del Violino e nell’Audizione con Sofia Manvati quell’auspicio trova piena e felicissima declinazione.
Posto unico 8 Euro

ore 16 – Sala Fiorini
Presentazione della custodia di Antonio Stradivari
Un collezionista affida al Museo del Violino, nell’ambito del progetto friends of Stradivari, una custodia per violino realizzata dal grande liutaio. Così Dimitri Musafia, costruttore di custodie per strumenti ad arco noto in tutto il mondo, descrive il prezioso manufatto.
“Sono conosciute due tipologie di custodie stradivariane: quella con forma a fondina, e quella con forma oblunga con coperchio apribile simile alle custodie moderne; alcuni ricercatori ritengono che questo secondo modello sia stata inventato proprio dal sommo liutaio. La custodia “Milan” appartiene al primo tipo. Databile intorno al 1680, è costruita in legno di abete scolpito ed incollato con una procedura non dissimile alla costruzione del violino stesso, tant’è vero che non richiede attrezzi specifici. Esternamente è ricoperta di pelle marocchina dotata di incisioni incrociate per facilitarne l’aderenza alla forma del guscio, e le giunture della pelle sono protette con borchie battute a mano e finite a foglia d’oro, purtroppo persa nel tempo. Internamente vi è solo un sottile rivestimento di pelle prima incollato su cartone. Nell’uso, Il violino, avvolto in un panno, viene fatto scivolare dentro tramite l’apertura incernierata.
Sebbene sia un oggetto funzionale all’uso, la custodia possiede anche elementi stilistici, il più evidente costituito dalla parte rastremata che, da sezione quadrata, finisce perfettamente tonda. Questa forma non ha alcuna funzione pratica e richiede una complessa lavorazione, ma serve ad alleggerire otticamente l’insieme. Le corrispondenti custodie francesi a fondina infatti non presentano questa raffinatezza. “Custodie di considerevole merito artistico” scriverà W.E. Hill nel 1902 a proposito di quelle stradivariane.
La custodia a forma di fondina “Milan” è una dei due soli esemplari noti al mondo attribuiti a Stradivari, è la più originale nelle condizioni ed è la più antica custodia per violino oggi censita.”
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

ore 17 – Sala Fiorini
presentazione del libro Stradivari: die Geschichte einer Legende di Alessandra Barabaschi
con Alessandra Barabaschi, Valeria Leoni (Archivio di Stato), Raffaella Barbierato (Biblioteca statale Cr), don Paolo Fusar Imperatore (Archivio Diocesano), Fausto Cacciatori (conservatore delle collezioni MdV)
“Stradivari: die Geschichte einer Legende”, a firma della storica dell’arte italiana Alessandra Barabaschi, è la prima biografia dedicata ad Antonio Stradivari in lingua tedesca. L’autrice racconta, in modo appassionante e ironico, i risultati dei propri studi ultra decennali dedicati al liutaio e ai suoi pregiati strumenti. Non manca, inoltre, di presentare le leggende secolari e ricorrenti che circondano il mito di Stradivari, contestualizzandole. Il volume offre, anche agli addetti ai lavori, molti spunti interessanti sullo stato attuale della ricerca, a cui si aggiungono alcune informazioni inedite, frutto delle ricerche della studiosa negli archivi di Cremona.
Scrive Antonia Morin sulla rivista “Allegro”: «Lasciando che il mito sia mito, facendo parlare invece l’archivio – questo è esattamente quello che fa Alessandra Barabaschi nelle oltre 250 pagine del libro. Con uno zelo poliziesco, setaccia i registri della chiesa, i documenti di Stato, le fatture e i testamenti. Tutto ciò potrebbe trasformarsi rapidamente in una lettura arida. Ma Alessandra Barabaschi descrive questi documenti in modo così vivido ed entusiasmante che si viene completamente coinvolti. Alessandra Barabaschi fornisce un quadro completo del tempo e delle vicissitudini di Stradivari.»
La giornalista e storica dell’arte Alessandra Barabaschi ha studiato a Parma e Milano. Da diversi anni vive a Bonn, in Germania. Considerata un’esperta mondiale della storia degli strumenti d Stradivari, fa ricerche in tutto il mondo. Il Congresso americano l’ha già invitata tre volte a tenere delle conferenze su Stradivari a Washington, D.C.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

ore 21 – Auditorium Giovanni Arvedi concerto Stravaganza, Estro, Follia  – I Solisti Veneti – Giuliano Carella direttore
Lucio Degani, violino Antonio Stradivari Lam ex Scotland Unversity 1734
Marco Bronzi, violino Antonio Stradivari Golden Bell 1668c.
Sabato 18 dicembre alle 21 saranno di scena all’Auditorium Giovanni Arvedi I Solisti Veneti, ensemble che da decenni porta nei cinque continenti lo straordinario patrimonio musicale italiano, a partire dai campioni della gloriosa scuola violinistica del Settecento.
Per l’occasione, due solisti dell’ensemble si esibiranno suonando due preziosi capolavori di Stradivari custoditi al Museo del Violino nell’ambito di “friends of Stradivari, il network internazionale che riunisce quanti posseggono, utilizzano o custodiscono strumenti di scuola classica cremonese.
In particolare, Marco Bronzi suonerà lo Stradivari “Golden Bell” 1668, di proprietà della Alago Familienstiftung, mentre a Lucio Degani sarà affidato lo Stradivari “Lam – ex Scotland University” 1734, della collezione Sau-Wing Lam. Due autentici gioielli rappresentativi della prima e dell’ultima fase creativa del sommo maestro, in un concerto che, per gli appassionati di musica e della grande liuteria, sarà anche un confronto di stili.
Il concerto è promosso da Museo del Violino e Unomedia, con il patrocinio del Comune di Cremona e il sostegno della Fondazione Arvedi Buschini, MDV friends, Adecco, Air Liquide e Marsh.
Posto unico 30 Euro.

 

 

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