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Degli Angeli: "Su inceneritore Bassi
non conosce i numeri o fa finta"

da Marco Degli Angeli

Gentile direttore,
con la presente sono a chiedere diritto di replica, con uguale spazio e visibilità rispetto a quanto il consigliere Jacopo Bassi ha asserito sulla questione degli inceneritori.
Spiace apprendere tanta disinformazione, semplificazione e deformazione della realtà da parte del neo consigliere provinciale Bassi, che arriva addirittura a negare che la termovalorizzazione sia un business.
Bassi purtroppo non conosce i numeri o se li conosce fa finta di non ricordarli. Faccia una telefonata  al Pd provinciale, e in particolare alla giunta comunale di Cremona, così potrà avere ben chiari i numeri.

Nel frattempo gli anticipo due documenti utili, ossia la determinazione dirigenziale  2225/2020 del 24/12/2020 in cui si determinano circa 376.000 euro che Linea Ambiente S.r.l. deve erogare al comune di Cremona per rifiuti conferiti nell’anno 2020 al termovalorizzatore. Inoltre c’è la delibera 889/2021 del 01/06/2021 relativa all’anno 2021 con una cifra di 290.000 €.

Ogni anno il comune di Cremona riceve cifre attorno ai 300.000 euro, a cui vanno poi sommati gli utili che oggi sono di A2A e che prima erano di LGH.
Se Bassi sostiene che questo non sia un business, significa allora ignorare la realtà dei fatti e non considerare i numeri veri e certificati.
Come è possibile non porsi domande in merito al fatto che il 32% di quello che viene bruciato in Lombardia provenga da altre regioni? Si fanno utili (e i dati sono incontestabili) e nel frattempo la qualità di vita del territorio viene sacrificata. Per me non è accettabile.
Questi sono i dati e i numeri: negare i fatti significa volersi arrampicare sugli specchi. Se poi sommiamo ai rifiuti urbani, quelli speciali e le tonnellate di fanghi di depurazione importate da fuori regione, di questo passo il destino della nostra regione sarà quello di diventare (e in parte lo è già) la meta turistica preferita dei rifiuti di ogni genere.
Onestamente credo che la Lombardia e la nostra provincia meritino un destino differente. Se per Bassi e per il suo partito (che con Renzi ha votato il nefasto Sblocca Italia) questa è l’apoteosi dell’economia circolare, inizio a preoccuparmi seriamente.
È ovvio che non tutti gli inceneritori lombardi possano essere spenti, ma è altrettanto vero che quelli più vecchi, inquinanti e in eccesso rispetto al fabbisogno regionale, come ad esempio quello di Cremona, dovrebbero essere dismessi.
L’incenerimento deve essere una pratica complementare, ma questo non significa che se ne debba abusare né, al contempo, significa che debba essere un paravento per implementare pratiche virtuose di riduzione del rifiuto alla fonte.

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