Cronaca
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Punteruolo alla gola: "Ti scanniamo"
Via collana e bracciale

Per una rapina accaduta quasi dieci anni fa a Cremona è finito a processo Alexander Gadja, detto Gaggio, un ragazzo di colore con un grosso tatuaggio sul volto e con alle spalle diversi precedenti penali. Per l’accusa, con la minaccia di un punteruolo avrebbe costretto Daniele, oggi 31enne, a consegnargli collanina e braccialetto, poi ritrovati al compro oro Re Mida di via Dante. Alexander quella sera aveva chiesto un passaggio alla vittima insieme ad altro ragazzo e ad una minorenne. L’amico, Andrea Salsi, ha  patteggiato il 15 settembre scorso davanti al gup e ha già risarcito i danni, mentre per la minorenne gli atti sono stati trasmessi al tribunale dei minorenni di Brescia.

“Eravamo ai giardini in piazza Roma”, ha raccontato Daniele. “Gaggio mi ha chiesto un passaggio in auto. E’ salito con un ragazzo, Andrea, e una ragazza, Giorgia. Arrivato in viale Trento e Trieste, all’altezza del Blockbuster, Gaggio, seduto accanto a me, mi ha chiesto di consegnargli il bracciale e la catenina. Mi ha puntato un punteruolo alla gola e minacciato: ‘Ti spacchiamo la faccia, ti scanniamo. Se fai la denuncia, ti ammazzo o ti faccio ammazzare’. ‘Non fare lo stupido, consegna quello che ti ha chiesto’, gli avevano detto Andrea e Giorgia. Era il 19 ottobre del 2012. “Erano circa le 23”, ha ricordato Daniele. “Quei ragazzi li conoscevo solo di vista”. Oggi, a distanza di dieci anni, la vittima ha riconosciuto l’imputato nel fascicolo fotografico che gli è stato mostrato in aula. Foto numero cinque.

Vendendo la refurtiva al compro oro, i baby rapinatori si erano portati a casa 760 euro in tutto: 420 euro dalla vendita della collanina, 340 euro dal bracciale.

In udienza è stata sentita anche la testimonianza di Mirco, che all’epoca lavorava al Re Mida. “Il 20 ottobre era entrato un ragazzo di colore con una signorina”, ha spiegato Mirco, che oggi lavora in una casa di riposo. “Mi ricordo di lei perché bazzicava davanti al piazzale dei pullman. Lui era un ragazzo di colore, aveva vistosi tatuaggi sul volto. Avevano fretta. Ho pagato il costo della collana, 420 euro. Mi serviva il documento di identità, ma loro se ne sono andati. Dopo alcuni minuti è entrato un altro ragazzo di nome Andrea che mi ha consegnato un braccialetto. Mi ha detto che non aveva il documento. Gli ho pagato il bracciale 340 euro”.

La vittima, nel frattempo, aveva sporto denuncia in Questura. Daniele aveva fatto il nome di Gaggio e aveva descritto anche gli altri due ragazzi. Gli investigatori erano riusciti a risalire al terzetto che aveva ammesso di aver venduto la refurtiva al compro oro.

Il processo si chiuderà il 5 aprile con la sentenza.

Sara Pizzorni

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