Ambiente
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Ecco come rinasceranno i tre
bodri di Stagno Lombardo

Nel giro di nemmeno vent’anni si è ridotto ad un rigagnolo, ora  il progetto di rinaturazione portato avanti dal Comune di Stagno Lombardo, consentirà il recupero di un habitat umido caratteristico della golena di Po: è il bodrio dei Quarti, uno dei tre progetti finanziati attraverso il bando europeo Life Gestire 2020, approvati in via definitiva a febbraio.  Gli altri siti interessati alla riqualificazione sono lo Stagno e il bodrio del Lazzaretto e alla fine di questa settimana saranno definiti i dettagli operativi per avviare i lavori, da 200mila euro, che prenderanno il via a inizio primavera.

Elemento caratterizzante della golena del Po, insieme ai boschi residuali e alle lanche, i bodri – testimonianza storica delle piene del Po e rifugio per specie varie – stanno via via scomparendo: dei 127 censiti a fine Ottocento ne restano più o meno la metà, per effetto soprattutto delle attività agricole circostanti.  La maggior parte dei bodri cremonesi si trova in una fase di declino – scrivono gli estensori Mauro Perracino e Davide Santini dello studio Phytosfera di Pavia – a causa di “una minore capacità di interscambio idrico con la falda freatica, con conseguente minore profondità dell’acqua”, con conseguenze negative sull’ossigenazione dell’acqua stessa. A ciò si aggiunge l’eutrofizzazione “favorita anche dal percolamento delle acque di dilavamento o provenienti dalle aree agricole circostanti, generalmente molto cariche di sostanze azotate e di fosfati. Si innescano, dunque, fenomeni di “fioritura” algale o di eccessiva proliferazione di una parte del popolamento vegetale del bacino che dalle sponde si inoltra sempre più verso il centro dello stagno, finendo per coprirne la superficie di vegetazione acquatica emergente: il bodrio si trasforma così in un acquitrino e l’esito finale del processo è solitamente l’interramento del bodrio, che viene progressivamente inglobato dalla trama agricola in cui è inserito”.

Così, sempre dalla relazione dei progettisti, si presentava il bodrio nel 2003 e poi nel 2020:

Come si può notare, il bodrio si è progressivamente interrato trasformandosi in un elemento idrico lineare dalla sezione ridotta; intorno si è sviluppato un canneto.

Il progetto prevede una risagomatura dell’ansa del corso d’acqua tramite la creazione di due zone umide, collegate al corso d’acqua stesso; verranno messe a dimora specie vegetali acquatiche e arboree – arbustive.

Così, invece, verrà recuperato il bodrio Stagno:

gbiagi

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