Cronaca
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Tutela ai minori ucraini. 26 i legali
cremonesi che hanno aderito

Sono 26 gli avvocati iscritti all’Ordine di Cremona che si sono resi disponibili ad assistere in qualità di tutori i minorenni ucraini non accompagnati in fuga dalla guerra e arrivati numerosi nel nostro territorio. Il numero è in costante aumento e il tribunale dei minori deve disporre la nomina di un tutore per ogni minore privo di riferimenti famigliari sul territorio. Ad oggi sono 490 le persone in fuga dal conflitto che hanno raggiunto amici o parenti nella nostra provincia, di cui la metà minorenni.

Visto l’elevato numero di minori soli già arrivati e l’urgenza di dover provvedere alla nomina di un tutore, gli Ordini degli avvocati si sono mobilitati nel fornire supporto in questo senso, chiedendo ai propri iscritti, in particolar modo a coloro che compongono l’Albo dei tutori o curatori speciali, la disponibilità di assumere l’incarico di tutore come gesto di solidarietà dedicato ai più giovani che, in condizioni di elevatissimo stress, fuggono dalla guerra senza i loro genitori.

L’avvocato Soldani

“Anche la generosità del Foro di Cremona si è fatta sentire”, ha commentato l’avvocato Marzia Soldani, presidente dell’Ordine degli avvocati di Cremona. “Proprio oggi l’elenco con i nominativi dei 26 avvocati che hanno risposto con entusiasmo alla richiesta è stato inoltrato al tribunale dei minori di Brescia. Tutta l’Avvocatura si sta impegnando per dare una mano”.

In questi giorni il Consiglio dell’Ordine ha anche aderito alla raccolta fondi che l’Associazione Professionisti, di cui l’Ordine fa parte, ha promosso per l’emergenza Ucraina. “Riteniamo importante la partecipazione”, ha detto la presidente Soldani, “attraverso le donazioni che gli iscritti riterranno di fare, all’iniziativa al fine di confermare ancora una volta il sostegno dei professionisti di Cremona nei momenti di grande difficoltà”.

Il Consiglio dell’Ordine ha inoltre condiviso l’iniziativa del Consiglio Nazionale Forense, insieme alle Avvocature Europee, dell’iniziativa per il sostegno dei profughi mediante l’individuazione di “Contact Point” presso gli Ordini, per poter offrire un servizio di supporto ai cittadini ucraini che si rifugiano in Italia, sulla base della competenza territoriale.

I problemi da affrontare andranno dal riconoscimento dello stato di rifugiato all’assegnazione di un alloggio, al sostegno alimentare, alla cura sanitaria, al ricongiungimento familiare e quant’altro, con particolare riferimento alle necessità dei minori, e richiederanno non solo competenza nella disciplina della migrazione, ma anche disponibilità alle relazioni con i servizi assistenziali territoriali, pubblici e gestiti da associazioni di volontariato.

Sara Pizzorni

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