Cronaca
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Abusivismo, in provincia
di Cremona l'esercito dei 14.400

Foto di repertorio

Anche nel territorio cremonese dilaga il lavoro irregolare: sono 14.400 i lavoratori che fanno parte di quel substrato sommerso che rappresenta una vera e propria minaccia per le attività dei piccoli imprenditori, soprattutto quelli artigiani. Sono i dati che emergono dallo studio dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia. Tra questi, ci sono 4.200 irregolari indipendenti: complessivamente sono il 4,3% del totale.

Prendendo a riferimento i quattordici mestieri maggiormente sotto pressione per la concorrenza sleale ed includendo sia i servizi di riparazione di beni per uso personale e per la casa sia i restanti mestieri operanti nella manutenzione e riparazione di autoveicoli (in particolare carrozzieri ed elettrauto) si delinea a fine 2021 un totale di 4.401 imprese, di cui 3.960 a vocazione artigiana.

L’artigianato è particolarmente esposto in quanto in tali mestieri si concentrano il 45,3% delle imprese del comparto, quota circa 3 volte il 15,5% rilevato per il totale imprese.
A livello provinciale l’artigianato è più esposto a Milano (50,2%), Lodi (50,0%) e Varese (47,0%). A Cremona l’esposizione è pari al 46,7%.

Di fronte a questa situazione, Confartigianato ha lanciato una campagna nazionale di informazione contro l’abusivismo, dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”. Tre gli obiettivi dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati; valorizzare qualità, durata, rispetto delle norme, convenienza e sicurezza del lavoro dei veri artigiani; richiamare le autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva.

Laura Bosio

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