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Legge Severino e custodia cautelare
Lega e FdI divisi: ecco perchè

Domenica 12 giugno si vota per i cinque quesiti referendari sulla giustizia promossi da Radicali e Lega uniti nel comitato promotore, che a suo tempo aveva raccolto le firme. Domani a teatro Monteverdi, a partire alle 9,30, un incontro tra relatori di diversa estrazione e professione cercherà di chiarire le ragioni del sì. Tra i presenti, anche l’ex sindaco di Lodi Simone Uggetti del Pd, coinvolto nel 2016 in un’inchiesta giudiziaria per l’ipotesi di reato di turbativa d’asta, a seguito della quale venne sospeso dalle funzioni di sindaco e sottoposto a un’ordinanza di custodia cautelare (con alcuni giorni in carcere)  per pericolo di inquinamento delle prove. Condannato in primo grado, assolto in appello, processo che però andrà rifatto  a seguito di sentenza della Cassazione.

Una vicenda che chiama in causa due dei quesiti referendari, il 5, che pone dei limiti alla custodia cautelare e il 6, abrogazione della legge Severino che elimina l’automatismo dell’interdizione dai pubblici uffici per gli amministratori della cosa pubblica che abbiano subito una condanna anche solo in primo grado.

Due quesiti su cui la pensano diversamente i due maggiori partiti del centrodestra: votare Sì, dice la Lega, No dice Fratelli d’Italia.

Su questo abbiamo sentito i pareri di due esponenti locali, Fabio Grassani per la Lega, di cui è commissario provinciale e Luca Grignani, coordinatore cittadino di FdI.

“Troviamo assolutamente giusto – afferma Grignani – che non ci sia candidabilità nè eleggibilità per un condannato, anche se con sentenza di primo grado. Chi ha promosso il referendum pone l’accento sulla decadenza dalla carica per l’appunto anche solo dopo il primo grado, ma da qui a dire che si deve abrogare tutta la legge Severino, questo non ci sta bene, perchè si andrebbe a intaccare un principio per noi sacrosanto. E’ una questione di applicazione della legge, caso per caso, sono i giudici che devono applicare di volta in volta la norma”.

Diversa l’opinione di Grassani: “Intanto è importantissimo andare a votare e votare 5 sì, il referendum perchè abbia validità deve raggiungere il quorum, quindi anche il non voto implica una presa di posizione. E’ un’occasione storica per gli italiani  per modificare un sistema giudiziario che presenta parecchie lacune.

 In particolare a noi stanno a cuore le persone innocenti, tutelare le persone innocenti che sono a volte vittime di errori giudiziari; persone che si vedono ribaltare una condanna in primo grado in un’assoluzione in appello, persone che magari avevano un ruolo pubblico e si sono viste sospendere dall’incarico per un errore, persone che sempre per un errore hanno dovuto passare dei giorni in carcere. Ecco perchè proponiamo due sì a questi due quesiti (limiti alla custodia cautelare e legge Severino) oltre a proporre un sì anche agli altri tre”.

Ma proprio su una limitazione della custodia cautelare, mette i paletti Grignani: “C’è molta confusione in giro, con custodia cautelare si intende non solo il carcere, ma anche tante altre misure di correzione, persino il braccialetto elettronico, per dire. Il quesito non intacca i presupposti di pericolo di fuga e inquinamento delle prove, ma va a modificare la parte relativa alla reiterazione del medesimo reato, in modo che la custodia cautelare resterebbe solo per i reati più gravi, quelli in cui c’è violenza o uso delle armi. Ad esempio, il ladro che semplicemente ruba senza fare del male a nessuno, potrebbe non essere più soggetto a custodia cautelare. A noi questo non sta bene, soprattutto perchè tra i reati che verrebbero “graziati” ci sono quasi tutti i reati per droga, che per noi sono insopportabili e su cui non puoi chiudere un occhio. Teniamo anche conto che il maggior numero di carcerati si trova lì proprio per problemi di droga e per reati di grande impatto sociale”.

“Il limite alla custodia cautelare di cui parla il referendum non riguarda certo i reati contro la persona, per quelli non verrebbe posta nessuna limitazione”, afferma invece Grassani. “Quello che vogliamo è limitare gli abusi della carcerazione o di altre forme di privazione della libertà personale, penso ad esempio a reati come l’abuso d’ufficio o di tipo fiscale. E spesso per alcuni tipi di reato il rischio di reiterazione proprio non c’è”.

Resta valida l’indicazione per il sì da parte dei due schieramenti politici, ai primi tre quesiti: riforma del Csm (per porre un freno alle correnti nelle elezioni dell’organo di autogoverno dei magistrati); equa valutazione dei magistrati (per estendere oltre il Csm le valutazioni anche a rappresentanti dell’avvocatura e dell’università); separazione delle carriere (il magistrato dovrà scegliere fin da inizio carriera se seguire la funzione giudicante o quella inquirente). gbiagi

 

 

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